Cinna

Intertesto: Cinna di Anelli ↔ Cinna di Da Ponte

Allineamento curato editorialmente, derivato dalla tabella di confronto esperta. I collegamenti contrassegnati come «suggerimento automatico» (trasposizioni individuate dal confronto testuale) richiedono conferma editoriale.

Anelli 1792

Milano 1792, Giovanni Battista Bianchi — Toronto, University of Toronto, Thomas Fisher Rare Book Library, CDN-Ttfl itp pam 00028 MI92

Da Ponte 1798

London 1798, E. Jackson — London, British Library, Gb-Lbl 907.k.5.(1) LO98

Atto 1

Scena prima

Gran piazza tutta adorna d'archi trionfali. In prospetto il porto con la vista del mare, e gran ponte per lo sbarco dell'armata romana. Scribonia tra le sue ancelle a destra, Murena con alcuni Romani suoi seguaci a sinistra.
Gran piazza adorna di archi trionfali. In prospetto il porto con la vista del mare, e gran ponte per lo sbarco dell’armata romana. Servilia tra le sue ancelle a destra, Murena con alcuni Romani suoi seguaci a sinistra.

Coro delle Ancelle

Il tuo dolore ascondi,
serena i mesti lumi.

Coro delle ancelle

Il tuo dolore ascondi,
serena i mesti lumi.

Scribonia

Non siete stanchi, o numi,
di farmi sospirar?

Servilia

Non siete stanchi, o numi
di farmi sospirar?

Murena, e Coro di Seguaci

5 Noi d'ogni torto indegno
giuriamo a te vendetta.
E d'Ottavian lo sdegno
no, non ci fa tremar.

Murena, Coro di Seguaci

5 Noi d'ogni torto indegno
giuriamo a te vendetta.

Scribonia

alle ancelle
Del vostro amor mi fido.

Servilia

Il vostro giusto sdegno
conforta il mio penar.

Tutti, eccetto Scribonia

Il tuo dolore ascondi,
serena i mesti lumi.
15 Cessate, ingiusti numi,
di farla sospirar.

Coro

Il tuo dolore ascondi,
10 serena i mesti lumi.
non presente in questo testimone

Servilia

Cessate, avversi numi,
di farmi sospirar.

Scribonia

Cessate, avversi numi,
di farmi sospirar.

Coro delle Ancelle e de' Seguaci

Cessate, ingiusti numi,
di farla sospirar.

Scribonia

Valorosi Romani, a tanti oltraggi
Roma e Scribonia aspetta
sol dal vostro valor la sua vendetta.
20 Voi vedete un tiranno
nel barbaro Ottavian, che della patria
fu l' eccidio e 'l terror. In lui vedete
uno sposo infedel, che di Scribonia
più non cura l'amor; che per indurmi
25 alle sue nozze, a cui sugg.
gran tempo in van fu questo cor restio, sugg.
a Cinna, all'idol mio, fe' occultamente sugg.
toglier la vita. Orsù: pera l'indegno,
e sia vostro l'onor. Di nuovi insulti
30 a me togliete la cagion. Sul Tebro
la patria in voi risorga
dal suo ingiusto furor oppressa e doma:
questo implora da voi Scribonia e Roma.

Servilia

Valorosi Romani, a tanti oltraggi
Roma e Servilia aspetta
15 sol dalla vostra fé la sua vendetta.

Murena

Delle nostre promesse
35 dubitar più non dei. Lo sdegno intanto
nel sen reprimi, e sol l'istante attendi
opportuno alla trama.

Murena

Delle nostre promesse
dubitar tu non dei; lo sdegno intanto
nel sen reprimi.

Scribonia

E come, oh Dei!,
come finger potrei? Tu sai, Murena,
ch'ei non rimase appena
40 d'Antonio vincitor, che Livia a parte sugg.
chiamò de' suoi trionfi; e mentre altero
va in faccia al mondo d'una fiamma indegna,
chi sa, se non si sdegna,
ch'una sposa fedel su questi lidi
45 lo venga ad incontrar?

Servilia

E come

Servilia

potrei dissimular! sai che Ottaviano
20 sol per indurmi alle sue nozze, a cui sugg.
gran tempo invan fu questo cor restio, sugg.
a Cinna, all’idol mio, fe’ occultamente sugg.
toglier la vita; sai
ch’egli appena rimase
25 d’Antonio vincitor, che Livia a parte sugg.
chiamò de’ suoi trionfi.

Murena

De' suoi dispregi
questo è forse il minor. L'alma prepara
d'un ripudio all'oltraggio.

Murena

Ah, de’ tuoi torti
questo è forse il minor! L’alma prepara
al rossor d’un ripudio.

Scribonia

Oh ciel!

Servilia

Oh ciel!

Murena

Ma vedi,
già s'appressan le navi. Si vedono le navi in lontano, che a poco a poco s'avvicinano al porto. Ora tu devi
per non dargli sospetto,
50 finger costanza e simulare affetto.

Murena

Ma guarda,
già s’appressan le navi: ora tu devi
30 per non dargli sospetto
finger costanza e simular affetto.

Coro delle Ancelle

10 N'offende il dubitar.
non presente in questo testimone

Scribonia

a' seguaci di Murena
Nel vostro ardir confido.
non presente in questo testimone

Coro di Seguaci

Mai non ti può mancar.
non presente in questo testimone

Murena

Al fier tiranno ascondi
l'ira che in sen ti desta;
pensa che sol funesta
per te, per noi sarà.
55 Erra sovente il colpo
chi nel ferir s'affretta;
di raro ottien vendetta
chi simular non sa.
non presente in questo testimone

Scena seconda

Ottaviano, Agrippa, e detti. Al suono d'una sinfonia marziale arrivano la navi d'Ottaviano. Murena si ritira a sinistra fra suoi seguaci. Scribonia a destra fra le sue ancelle, e lasciano sgombra la scena. Scendono intanto dalle navi prima i soldati che portano le insegne e i trofei. Poi alcuni prigionieri, indi i duci e Agrippa. Infine Ottaviano, e mentre egli s'avanza in aria maestosa, Agrippa e i soldati, Murena e i seguaci cantano il seguente
Al suon di marzial sinfonia arrivano le navi d’Ottaviano. Murena si ritira a sinistra tra i suoi seguaci. Servilia a destra tra le ancelle, e lasciano sgombra la scena. Scendono intanto dalle navi i soldati che portano le insegne e i trofei. Poi alcuni prigionieri e duci ed Agrippa; infine Ottaviano, e mentre egli s’avanza in aria maestosa, Agrippa, i soldati, Murena e i seguaci cantano il seguente.
non presente
Ottaviano, Agrippa e detti.

Coro

Roma esulti e il Tebro onori
60 il felice vincitor.
Nato all'ombra degli allori
è de' Cesari il valor.

Agrippa, Murena, Coro di Seguaci

Roma esulti e il Tebro onori
il felice vincitor.
Nato all’ombra degli allori
35 è de’ Cesari il valor.

Coro delle Ancelle

Vieni in braccio alla tua sposa,
e riposa in sen d'Amor.

Coro delle Ancelle

Vieni in braccio alla tua sposa,
e riposa in sen d’Amor.

Scribonia

65 Sposo... Oh ciel, che fiero istante!

Servilia

Giusto ciel, che fiero istante!

Ottaviano

Sposa... Oh ciel, che fiero istante!

Ottaviano

D’ira avvampo e di rossor!

Ottaviano, Servilia a 2

40 Io già leggo in quel sembiante sugg.
ch’ha per me cangiato il cor. sugg.
non presente
Al primo vedersi non posson nascondere l’interna agitazione, e vanno ad abbracciarsi freddamente.Ottaviano si accosta a Murena, Servilia alle sue ancelle.

Coro

Vieni in braccio alla tua sposa,
70 e riposa in sen d'Amor.

Coro delle Ancelle

Vieni in braccio alla tua sposa,
e riposa in sen d’Amor.

Ottaviano, Scribonia

Io già leggo in quel sembiante
ch'ha per me cangiato il cor.

Ottaviano, Servilia

Io già leggo in quel sembiante
45 ch’ha per me cangiato il cor.

Ottaviano

75 Romani, omai vedete,
che la sorte di Roma or si dichiara
de' Cesari a favor. La rea discordia,
che di civico sangue
tutto il Lazio inondò, l'orrida face
80 porti lunge da noi. Più non ritorni
d'Azio e Farsaglia a rinnovar lo scempio;
e d'orrore e di esempio
alla patria e al Senato
sia di Bruto il destin, d'Antonio il fato.

Ottaviano

Romani, omai vedete
che la sorte di Roma si dichiara
de’ Cesari a favor. L’orrida face
porti altrove discordia, e più non torni
50 d’Azio e Farsaglia a rinnovar lo scempio;
ed esempio al Senato
sia di Bruto il destin, d’Antonio il fato.

Agrippa

85 Di Giulio i traditori e i tuoi nemici
sono estinti alla fin. Nel Campidoglio
non avvi alcun che al tuo poter contrasti.

Agrippa

Di Giulio i traditor, i tuoi nemici
estinti sono alfin.

Murena

Questa prova or ti basti
che per noi del suo amor t'offre il Senato.
90 Egli a te destinato
ha un triplice trionfo, e tutto alfine
dell'universo intero
e di Roma a te sol cede l'impero.

Murena

E già il Senato
55 in prova di sua fé t’offre e destina
un triplice trionfo, e a te l’impero
cede di Roma, anzi del mondo intero.

Ottaviano

Il premio ch'ei mi dona
95 del mio merto è maggior. Murena, a lui
rendi grazie per me.

Ottaviano

Il premio che mi porge
del mio merto è maggior.

Scribonia

Sposo... Accostandosi con freddezza ad Ottaviano.

Servilia

Sposo...

Ottaviano

Concedi
questi istanti, o Scribonia, alla mia gloria
e di Roma al pensier.

Ottaviano

Concedi
60 questi istanti, o Servilia, alla mia gloria,
e di Roma al pensier.

Scribonia

Mi scacci, e tenti
di celarmi il tuo cor? Dimmi piuttosto
100 che alla patria non già, ma devi a Livia
questi istanti donar... Perfido!... tutto
è a me già noto, e invano
meco t'adopri a ricoprir l'arcano.

Servilia

Mi scacci, e tenti
nascondermi il tuo cor? Dimmi piuttosto
che alla patria non già, ma devi a Livia
questi istanti donar.

Ottaviano

Tu m'offendi, o Scribonia, e troppo omai
105 da tuoi vani sospetti
ti lasci trasportar.

Ottaviano

M’offendi a torto,
65 e troppo omai da’ vani tuoi sospetti
ti lasci trasportar.

Scribonia

Segui il costume
di fingere e tradir. Ma pensa, ingrato,
che un amore oltraggiato
spesso cangia in furor. Veglian gli dei
110 a favor degli oppressi. E forse... oh Dio!
Mi confonde il dolor. Ah, se giammai,
Cesare, io meritai
qualche affetto da te, se ancor t'è cara
Giulia, il tenero e solo
115 frutto del nostro amor, pria d'oltraggiarmi
trafiggi questo cor: a me risparmia
l'onta e 'l rossore almeno
di vederti, infedele, a Livia in seno. sugg.

Servilia

Segui il costume
di fingere e ingannar; ma pensa intanto
che a favor degli oppressi
vegliano i numi in ciel, e forse un giorno…
70 Chi sa! tu non comprendi
a quanto giunger può la mia costanza.
D’un disperato core
non provocar l’ardir! a me risparmia
l’onta e ‘l rossore almeno
75 di vederti, infedel, a Livia in seno. sugg.

Scribonia

Pensa che son tua sposa,
120 che fé ti serbo e amore,
ma ch'ho nel petto un core
che paventar non sa. sugg.
Se l'odio che m'ascondi
pietà, dover non doma,
125 vendetta il cielo e Roma
de' torti miei farà.
Parte colle ancelle.

Servilia

Pensa che son tua sposa,
pensa che son fedele,
né sia con me crudele
quel cor che mio già fu.
80 Cedi al mio pianto amaro,
al giusto mio lamento,
rispetta il mio tormento
e più la tua virtù.
Parte.
L'un l'altro dei due sposi al vedersi, non potendo nascondere l'interna loro agitazione, nell'atto d'abbracciarsi freddamente, cantano il seguente.
non presente

Ottaviano, Scribonia a 2

D'ira avvampo e di rossor! Si scostano a vicenda l'un dall'altro.
Io già leggo in quel sembiante sugg.
ch'ha per me cangiato il cor. sugg.
Ottaviano s'accosta a Murena, Scribonia alle sue ancelle, le quali replicano il
non presente
Tutti, eccetto Scribonia e Ottaviano.
non presente

Agrippa, Coro di Soldati, Murena, Coro di Seguaci, Coro di Ancelle

Roma esulti e il Tebro onori
il felice vincitor.
non presente in questo testimone

Scena terza

Ottaviano, Agrippa, Murena e gli altri, indi Livia.
Ottaviano,Agrippa,Murena, indi Livia.

Ottaviano

Amici, a voi non celo
gli arcani del mio cor. Amo la sposa,
obbliarla non so, ma deggio a Roma
130 la pace assicurar. Se Livia accetta
questa mia man, Roma è tranquilla, e 'l sangue
vedrà con gioia e speme
di Cesare e Pompeo congiunto insieme.

Ottaviano

Amici, a voi non celo
85 gli arcani del mio cor: amo la sposa,
obbliarla non so, ma deggio a Roma
la pace assicurar. Se Livia accetta
la destra mia, Roma è felice, e ‘l sangue
lieta vedrà di Cesare congiunto
90 al sangue di Pompeo.

Murena

Eccola, appunto.

Murena

Eccola appunto.
non presente in questo testimone

Livia

Cesare, e quando fia che a me conceda
separarmi da te?

Livia

E quando
135 potrò sperar che Cesare conceda
ch'io parta alfin?
Livia, dovresti omai,
conoscere il mio cor. In lui la patria
per te mi parla, e chiede
che di Scribonia ad onta in questo giorno
140 io mi congiunga a te.

Ottaviano

Livia, dovresti
intendere il mio cor: in lui la patria
per te mi parla, e chiede
95 che in questo giorno stesso
t’offra la destra mia.

Livia

Stelle! e potresti
cedermi stolta a questo segno? Ah, pensa
chi sei tu, chi son io. Di mia famiglia
persecutor crudele ed inumano,
osi offrirmi una mano ancor fumante
145 del sangue ond' ebbi vita?

Livia

Stelle! e potresti
credermi stolta a questo segno? Ah, pensa
chi sei tu, chi sono io! di mia famiglia
persecutor crudele…

Ottaviano

Ah, lascia omai
così tristi memorie.

Ottaviano

Ah, lascia omai
100 sì funeste memorie.

Livia

Odimi: ancora
mi potresti sedur, se in te vedessi
di Roma un cittadin...

Livia

Odimi, forse
mi potresti sedur, se in te vedessi
di Roma un figlio, un cittadin…

Ottaviano

Livia, t'intendo.
Io la virtude apprendo
150 da' rimproveri tuoi. Il nome mio
caro a Roma sarà; concordia e pace
fia che tosto succeda a tanto orrore,
se giungo a meritar di Livia il core.
Parte con tutti.

Ottaviano

T’intendo.
Io la virtude apprendo
dai rimproveri tuoi; il nome mio
105 caro a Roma sarà! Concordia e pace
fia che tosto succeda a tanto orrore,
se giungo a meritar di Livia il core.
Parte.

Scena quarta

Livia, Agrippa.
Livia,Agrippa.

Agrippa

Non mi dicesti, o Livia,
155 che d'Ottaviano eri tu accesa?

Agrippa

Non mi dicesti, o Livia,
che d’Ottaviano eri tu amante?

Livia

Il sono
per mia sventura ancor. Ma però sempre
arbitra io fui di me medesma. E ad onta
che io pianga e frema e senta
crescer la fiamma del mio core insana,
160 non mi scordo però d'esser Romana.

Livia

E il sono
110 per mia sventura ancor: ma però sempre
arbitra fui di me medesma, e ad onta
ch’io pianga e frema e senta
crescer la fiamma del mio cor insana,
non mi scordo però d’esser Romana.
Parte.

Livia

Amai sempre, ed amo ancora
le sue imprese e il suo sembiante,
ma detesto nell'amante
della patria il traditor.
165 Dell'eroe talor m'accendo,
poi rammento che è un tiranno,
e un affetto in me condanno
che è cagion del mio rossor.
non presente in questo testimone
Parte.
non presente

Scena quinta

non presente
Agrippasolo.

Agrippa

Per la pace di Roma Amor secondi
170 la speranza comune, onde si vegga
per virtù d'un tal nodo alfin sereno
spuntare il giorno a tante nubi in seno.
Parte.

Agrippa

115 Per la pace di Roma Amor secondi
la speranza comune, onde si vegga
per virtù d’un tal nodo alfin sereno
spuntar il giorno a tante nubi in seno.
Agrippasolo.
non presente

Scena sesta

Amena solitudine situata a' piedi d'un monte che si vede in prospetto. Nel mezzo ampia e profonda grotta. A destra alcune vaghe colline sparse di capanne, e tuguri pastorali. A sinistra oscuro bosco tutto ingombro di piante, una delle quali è situata quasi nel mezzo della scena. Cinna senz'elmo e spada seduto sotto la pianta a sinistra, indi Scribonia che sorte a destra senza vederlo né esser da lui veduta. Alcuni flauti pastorali che si sentono in lontano danno motivo al seguente canto di
Amena solitudine a’ piedi d’un monte che si vede in prospetto. Nel mezzo, ampia grotta. A destra, alcune colline sparse di capanne. A sinistra, oscuro bosco ingombro di piante, una delle quali nel mezzo della scena. Cinnasenz’elmo e spada seduto sotto una pianta a sinistra, Serviliache esce a destra senza vederlo.

Cinna

Fra l'orror di mie sventure,
fra le smanie e 'l duol ch'io provo,
175 care selve in voi ritrovo
qualche istante di piacer.

Cinna

Tra l’orror di mie sventure,
120 tra le smanie e ‘l duol che provo,
care selve in voi ritrovo
qualche istante di piacer.

Scribonia

Ecco, Scribonia, il loco
opportuno al tuo duol. Qui di lagnarti
la libertà ti sia concessa almeno.
180 Fra quelle piante, o in seno
di quell'orrido speco,
puoi narrar le tue pene ai sassi e all'eco.I flauti ripigliano il motivo.
Ma qual soave è questa
insolita armonia? Segue il motivo. Che dolce suono! Finisce.
185 Quanta letizia io provo!

Servilia

Ecco, Servilia, il loco
opportuno al tuo duol: qui di lagnarti
125 la libertà ti fia concessa almeno
fra quelle piante, o a quello speco in seno.

Cinna

Care selve, in voi ritrovo
qualche istante di piacer.

Cinna

Care selve, in voi ritrovo
qualche istante di piacer.

Scribonia

Qual voce! Guardandosi intorno. Qual sembiante! Osservando Cinna. A lui mi guida
curioso desio. Incamminandosi.

Servilia

Qual voce! Qual sembiante!Scorgendo Cinna.

Cinna

Chi fia costei Vedendo Scribonia.
190 che sì lenta e sospesa a me sen viene?

Cinna

E chi è costei
130 che lenta e sospesa a me sen viene? Scorgendo Servilia.

Cinna, Scribonia a 2

Stelle! Osservando l'un l'altro in lontano. non è il mio bene?
Forse m' inganna Amor? Si riconoscono, e s'avvicinano l'uno all'altro con allegrezza.
Ah, lo conosco ai palpiti
onde agitato ho il cor.

Cinna, Servilia a 2

Stelle! non è il mio bene?
Forse m’inganna Amor.
Ah, lo conosco ai palpiti
ond’agitato ho il cor.

Scribonia

195 Cinna...

Servilia

135 Cinna...

Cinna

Scribonia...

Cinna

Servilia...

Scribonia

Oh ciel! dunque tu vivi?
Deh, qual mai ti condusse infausta stella
su questi lidi?

Servilia

Oh ciel! Dunque tu vivi!
Deh, qual mai ti condusse infausta stella
a questi lidi?

Cinna

È noto
come a salvar la patria
in cui spargea discordia, orrore e morte,
200 io seguitai la sorte
del figlio di Pompeo. Dacch'ei soggiacque
d'Ottaviano al poter, all'odio e all'ira
del vincitor crudele
io mi sottrassi, e in questi boschi occulto
205 vissi finor, se pur viver può dirsi
quello che in questa spiaggia erma e romita
trassi lunge da te, dolce mia vita.

Cinna

È noto
come a salvar la patria
in cui spargea discordia, orrore e morte
140 io seguitai la sorte
del figlio di Pompeo: da ch’ei soggiacque
all’armi di Ottavian, all’odio, all’ire
del vincitor crudele
io mi sottrassi, e in quest’occulto bosco
145 vissi finor, se pur viver può dirsi
quello che in questa piaggia erma e romita
trassi lungi da te, dolce mia vita.

Scribonia

Deh, Cinna, e perchè mai
celarmi il tuo destin? Io non avrei,
210 or che il fato propizio a te mi guida,
il rimorso e 'l rossor d'esserti infida.

Servilia

Deh, Cinna, e perché mai
celarmi il tuo destin? io non avrei,
150 or che il fato pietoso a te mi guida,
il rimorso e il rossor d’esserti infida.

Cinna

Tu... infida? Tu?...

Cinna

Tu infida! tu?… per chi?

Scribonia

Per Ottaviano istesso.

Servilia

Per Ottaviano!
non presente
Qui si vedranno in distanza passar due soldati ascoltar, pochi istanti, indi ritirarsi.

Cinna

Oh tradimento! oh infedeltà!

Cinna

O tradimento! Ingrata!

Scribonia

Ah, cessa, o caro,
d'accrescere il mio duol. Ancor, se vuoi,
225 posso esser tua.

Servilia

Ah, cessa, cessa
d’accrescer le mie pene! Ancor se vuoi
155 posso, o caro, esser tua.

Cinna

Come?... in qual guisa... dimmi!
che brami? che far debbo
per sì bella speranza, idolo mio?

Cinna

Come? in qual guisa?
Dimmi, che far degg’io?

Scribonia

Va', trafiggi Ottaviano, e tua son io.

Servilia

Va’, trafiggi Ottaviano, e tua son io.

Cinna

Stelle! il tuo sposo?

Cinna

Stelle! il tuo sposo!

Scribonia

Di mio sposo il nome
230 non merta un traditor. Benché giammai
per tua cagione, o Cinna,
io nol sapessi amar, pur d'una sposa
il dovere e la fede sugg.
mai non posi in obblio. sugg.

Servilia

Di mio sposo il nome
non merta un traditor. Benché giammai
160 io nol potessi amar, pure di sposa
il dover e la fede sugg.
mai non posi in obblio. sugg.

Cinna

Ed egli?

Cinna

Ed egli?

Scribonia

Sazio
235 di possedermi, a Livia
volto ha il suo cor. Del mio ripudio il foglio
forse è segnato.

Servilia

Stanco
di possedermi, a Livia
volto ha il suo cor: del mio ripudio il foglio
165 forse è segnato.

Cinna

Oh ciel! Dunque...

Cinna

Oh ciel! Dunque…

Scribonia

L'oltraggio
dei prevenir, dei meritarmi, e dei,
se Romano tu sei e se verace
240 è l'amor che il tuo labbro or mi promette,
fare in un colpo sol mille vendette. sugg.
La libertà di Roma,
la tua propria salvezza a te prescrive
questo dover. Se tu nol sai, promessa
245 è questa mano istessa
al mio vendicator. Cimbro, Murena,
Massimo, ed altri mille
fur sedotti da me. Vieni: t'accoppia
a tanti eroi. Comune è 'l rischio, e tutta
250 sarà tua la mercé. Servi all'amante,
la tua gloria assicura, e mostra alfine
che sei di Roma un generoso figlio.

Servilia

L’oltraggio
dei prevenir, dei meritarmi, dei
far in un colpo sol mille vendette. sugg.

Cinna

Ah, mio ben!...

Cinna

Ah, mio ben!

Scribonia

Che paventi?

Servilia

Che paventi?

Cinna

Il tuo periglio.

Cinna

Il tuo periglio.

Scribonia

Non più. M'udisti: è vano
255 il replicar. Se vil tu sei, rinunzia
a questa man ch'agli altri ho data in pegno,
e se vuoi l'amor mio servi al mio sdegno.

Servilia

Non più. M’udisti: è vano
170 il replicar. Se ardir non hai, rinunzia
a questa mano e sappi
che ad altri, già de’ miei sofferti torti
vendicator, men vili io la promisi.
Pensa, e risolvi: addio.
non presente in questo testimone

Cinna

175 Attendi: ho già risolto, idolo mio.

Cinna

Nacqui sul Tebro, e in petto
ho di Romano il cor.
260 T'amo, e il mio stesso affetto
m'empie del suo furor.
Cara, il mio sol periglio
è l'ira di quel ciglio,
che d'ogni mio riposo
265 arbitro fece amor.
Parte.

Cinna

Nacqui sul Tebro, il sai:
ho di Romano il cor.
M’empie il mio stesso affetto
del giusto tuo furor.
180 Sai che il mio cor t’adora,
che vivi sola in me,
e che la morte ancora
sfidar saprei per te.
Parte.

Scribonia

Né sai per quale oggetto
Scribonia ti tradì?
non presente in questo testimone

Cinna

Parla: finisci
di lacerarmi il cor. Per chi potesti
215 quella fede obbliar, che m'hai promesso?
Parla: per chi?
non presente in questo testimone

Scrbonia

Sedotta
dal padre mio... dal mio germano.... ignara
non men del viver tuo che dei delitti
220 del tiranno crudele... a lui... quantunque
con rimorso ed orror... alfin m'arresi...
non presente in questo testimone

Cinna

Taci, crudel. Già tutto il resto intesi.
Ingrata....
non presente in questo testimone

Scena settima

Scribonia, indi Ottaviano.
Servilia, indiOttaviano.

Scribonia

Trema, Ottavian; paventa
d'un'oltraggiata sposa
la possanza e 'l furor. L'impresa è stolta,
ma non perdo l'ardir.

Servilia

Trema, Ottavian; paventa
185 d’una sposa tradita
il coraggio e ’l furor.

Ottaviano

Scribonia, ascolta.

Ottaviano

In questi lochi
senza le ancelle sue che fa, che cerca
di Cesare la sposa?

Scribonia

270 Numi!Con sorpresa.... Che vuoi?

Servilia

Numi! Signor… Che deggio dir?… io cerco…
190 qui alcun non v’è – tu sai – cerco un asilo
alle lagrime mie.
Prendendo coraggio a poco a poco.

Ottaviano

Poc'anzi
uno stranier fu visto
a ragionar con te. Chi sia costui
bramo saper.

Ottaviano

E chi è colui
che poc’anzi fu visto
teco parlar?
Ironicamente.

Scribonia

Io nol conosco.

Servilia

Io nol conosco.

Ottaviano

Invano
ti studi ad ingannarmi. Odi: già cinto
275 dalle mie schiere è questo bosco, e alcuno
non può celarsi né fuggir. Io voglio
veder costui. Se tu m'inganni, io sciolgo
ogni laccio con te. Qual mia nemica
io ti proscrivo, e Livia,
280 di che a torto tu sei tanto gelosa,
per tuo castigo allor sarà mia sposa.

Ottaviano

Invano
ingannarmi tu speri: in questo istante
195 cinta de’ miei guerrieri farò che sia
questa foresta. Indarno speri alcuno
nascondersi o fuggir: vedrò costui.
E se m’inganni, io ti proscrivo, io sciolgo
ogni laccio con te.

Scribonia

Che risolvo? Che fo? Se il ver gli dico
io tradisco l'amico; e se l'inganno,
sacrifico me stessa.

Servilia

Numi! che faccio!

Ottaviano

Ebben?

Ottaviano

200 Ebben!

Scribonia

Oh Dio!
285 che deggio dir?

Servilia

Signor… Che mai dirò?

ottaviano

T'intendo.
Basta così.

Ottaviano

T’intendo:
quella tua confusion, quei tronchi detti…
Basta così, ma trema.

Scribonia

Ma di che temi? Omai
la diffidenza tua giunge all'estremo.

Servilia

I tuoi sospetti…

Ottaviano

Già ti conosco, ed a ragion ti temo.

Ottaviano

Giusti son, tu lo sai; ma indarno ancora
cogli artifici tuoi sedur mi tenti,
205 ch’io ti leggo nel core, e so che menti.

Ottaviano

Sempre ti vidi in fronte
290 l'odio che chiudi in petto:
di sposa un solo affetto
non ebbi mai da te.
Io nell'amarti, ingrata,
io fui finor lo stesso,
295 ma se mi cangio adesso
non ti lagnar di me.
Parte.

Ottaviano

Sempre ti vidi in fronte
l’odio che serbi in petto:
di sposa il vero affetto
non ebbi mai da te.
210 Io nell’amarti, ingrata,
io fui finor lo stesso,
e se mi cangio adesso
non ti lagnar di me.
Parte.

Scena ottava

Scribonia, indi Cinna che ritorna con elmo e spada.
Servilia, indi Cinna, con elmo e spada.

Scribonia

Numi, che mai farò? Cinna è in periglio,
ed io stessa con lui. Se almen potessi
additargli alla fuga
300 qualche occulto sentier. Solo un momento...

Servilia

Numi, che mai farò? Cinna è in periglio,
215 ed io stessa con lui. Se almen potessi
additargli alla fuga
qualche occulto sentier – ah, un sol momento…

Cinna

Ecco, o cara, il mio cor pronto al cimento.

Cinna

Eccomi, o vita mia, pronto al cimento.

Scribonia

Cinna... fuggi... t'affretta...

Servilia

Cinna… ah, fuggi… t’affretta…

Cinna

Oh ciel! che dici?

Cinna

Oh ciel! che dici?

Scribonia

Cingono il bosco intorno
le schiere d'Ottavian. Teco fui vista
305 pur dianzi a ragionar.

Servilia

220 Cingeranno tra poco il bosco tutto
le schiere d’Ottavian; teco fui vista
pur dianzi ragionar.

Cinna

Che temi?

Cinna

Che temi?

Scribonia

Impose
il tiranno che tosto
tu sia condotto a lui. Se alcun ti scopre
sei perduto, mio ben.

Servilia

Ei stesso
qui mi sorprese. Ah! se ti scopre alcuno
siamo entrambi perduti.

Cinna

Con questo ferro...

Cinna

225 Con questo ferro…

Scribonia

È inutile.

Servilia

È inutile!

Cinna

La morte,
310 cara, io voglio incontrar pria di lasciarti.

Cinna

La morte,
cara, io voglio incontrar pria di lasciarti.

Scribonia

Se m'ami, ah, per pietà, salvati e parti.

Servilia

Se m’ami, per pietà, salvati, parti.

Cinna

Ch'io parta?

Cinna

Ch’io parta!

Scribonia

Lo chiedo
per prova d'amore.
Che pensi?

Servilia

Lo chiedo
per prova d’amore.
230 Che pensi?

Cinna

Mio core,
315 vo' prima morir.

Cinna

Mio core,
vo’ prima morir.

Scribonia

Non curi la vita?...

Servilia

Non curi la vita?

Cinna

Di Roma son figlio.

Cinna

Di Roma son figlio.

Scribonia

Ma il nostro periglio...

Servilia

Ma il nostro periglio…

Cinna

M'accresce l'ardir.

Cinna

235 M’accresce l’ardir.

insieme a 2

320 Non so in tanta smania
s'io speri, o paventi.
Mi mancan gli accenti,
non so più che dir.

Cinna, Servilia a 2

In tali momenti
oppressa è quest’alma.
Mi mancan gli accenti,
non posso parlar.

Scribonia

Se qui t'arresti ancora,
325 se sprezzi il mio timore,
che tu non senti amore,
che sei crudel dirò.

Cinna

240 La smania… l’affanno
mi lacera il core.
non presente in questo testimone

Servilia

Non ho in tal cimento
costanza e valore.
non presente in questo testimone

Cinna, Servilia a 2

Che dura mercede
245 si rende alla fede!
Mi mancan gli accenti,
non posso parlar.
non presente in questo testimone

Cinna

Ascolta…
non presente in questo testimone

Servilia

Non parti?

Scribonia

Come sopra con agitazione. Se qui t'arresti ancora,
335 che sei crudel dirò.

Cinna

Non posso lasciarti.
non presente in questo testimone

Cinna, Servilia a 2

250 Mi sento mancar.
Ah, che pietà non trovano
nel cielo i pianti miei!
Quando fia stanca, oh dei,
la vostra crudeltà.

Cinna

Vedi l'affanno, o cara,
di chi fedel ti adora.
non presente in questo testimone

Scribonia

330 Guardando intorno con agitazione. Se qui t'arresti ancora,
che sei crudel dirò.
non presente in questo testimone

Cinna

So che quel core è mio,
so che mi amasti ognora.
non presente in questo testimone

Cinna, Scribonia a 2

Addio. Dopo l'addio s'incamminano, poi si arrestano guardandosi con trasporto. Lasciarti e vivere,
ah! come mai potrò!
Se la virtude, oh dei,
ottien da voi mercede,
340 una sì bella fede
trovi nel ciel pietà.
non presente in questo testimone

Atto 2

Scena prima

Galleria nella reggia di Siracusa. Ottaviano e Agrippa.
Galleria nella reggia di Siracusa. Ottaviano e Agrippa.

Ottaviano

Quello stranier, che di Scribonia al fianco
pur dianzi era nel bosco,
è dunque in mio poter?

Ottaviano

255 Quello stranier che di Servilia al fianco
pur dianzi era nel bosco
è dunque in mio poter?

Agrippa

A te fra poco
345 tratto ei sarà.

Agrippa

A te fra poco
tratto ei sarà.

Ottaviano

Sai tu chi sia?

Ottaviano

Sai tu chi sia?

Agrippa

Nol vidi.

Agrippa

Nol vidi.

Ottaviano

T'affretta: di vederlo
impaziente io son.

Ottaviano

T’affretta: di vederlo
260 impaziente io son.

Agrippa

Ma di costui
qual'hai sospetto?

Agrippa

Ma di costui
quale hai sospetto?

Ottaviano

E di chi mai non deggio
io sospettar? Ah, non ho pace, amico,
350 e più ch'io m'affatico
co' miei trionfi a meritarmi il trono,
conosco omai che più infelice io sono. sugg.

Ottaviano

E di chi mai non deggio,
amico, sospettar? Ah, non ho pace!
E più che cerco meritarmi il trono
conosco – oh, ciel! – che più infelice io sono. sugg.

Agrippa

Signor, s'ami la pace, a te fa duopo
con altr'armi pugnar. Sinor pensasti
355 solo a farti temer: comincia adesso
a farti amar. Tuo padre imita: opprimi
l'odio de' miei nemici
co' benefizi tuoi. Premia, soccorri
chi di mercè, chi di soccorso è degno: sugg.
360 allor vedrai quanto fia dolce il regno. sugg.

Agrippa

265 Signor, s’ami la pace a te fa d’uopo
con altre armi pugnar: de’ tuoi vassalli
cerca l’amor, benefica, soccorri
chi di mercé, chi di soccorso è degno, sugg.
allor vedrai quanto sia dolce il regno. sugg.

Agrippa

Nell'amor de' tuoi vassalli
cerca ognor la tua difesa;
sol tua gloria in ogni impresa
sia l'altrui felicità.
365 Odia un labbro che t'inganna,
ama quel che il vero esprime,
e quel peso che t'opprime
dolce premio a te sarà.

Agrippa

270 Nell’amor de’ tuoi vassalli
cerca ognor la tua difesa,
sol tua gloria in ogni impresa
sia l’altrui felicità.
Odia un labbro che t’inganna,
275 ama quel che dice il vero,
ed il peso dell’impero
dolce premio a te sarà.
Parte.

Scena seconda

Ottaviano, Scribonia, poi Cinna disarmato fra guardie.
Ottaviano, Servilia, poi Cinna disarmato tra le guardie.

Ottaviano

Quanto giova il consiglio
370 d'un amico fedel! Omai convinto
da quel saggio parlar...

Ottaviano

Quanto giova il consiglio
d’un amico fedel! omai convinto
280 da quel saggio parlar…

Scribonia

Tiranno, hai vinto.
Trionfa pure, esulta
del mio rossor, del mio dolor: nel sangue
di due amanti infelici
375 sazia pure il tuo sdegno.

Servilia

Crudele, hai vinto.
Trionfa pur, esulta
del mio dolor.

Ottaviano

E che mai dici?
Io non t'intendo.

Ottaviano

Che dici? io non t’intendo.

Scribonia

È in tuo potere alfine
la vittima, che tanto sugg.
tu cercasti finor. Vedila, mira Si vede Cinna in fondo alla scena fra guardie.
qual novello trionfo
380 al barbaro tuo core ha il ciel concesso. sugg.

Servilia

La vittima che tanto sugg.
tu cercasti finora
285 è in tuo potere alfin: vedila, mira
qual novello trionfo
al tuo barbaro core ha il ciel concesso! sugg.

Ottaviano

Numi!... Cinna!... Infedel, t'intendo adesso.

Ottaviano

Numi! Cinna?… infedel, t’intendo adesso.

Cinna

Stando nel mezzo in fondo alla scena. Fra l'amante e 'l tiranno
gelo, e fremo d'orror! sugg.

Cinna

Tra l’amante e il tiranno
290 gelo e fremo d’orror! sugg.

Ottaviano

Perfida, è questo
quello stranier che non conosci? Ed osi
385 pretender l'amor mio?

Ottaviano

Perfida! è questo
quello stranier che non conosci? è questa
la vantata tua fé?

Scribonia

Per salvar Cinna
io t'ingannai. Questo è il mio fallo: è vero.

Servilia

Se chi procura
salvar un innocente
divien reo presso te, son rea, nol nego.

Ottaviano

Più di scusarti, ingrata,
tempo or non è. Dell'innocente figlia
io compiango il destin, ma padre a lei
390 sempre io sarò. Vanne: fra brevi istanti
sarà disciolto il nodo
che mi congiunge a te.

Ottaviano

295 Ah, di scusarti, infida,
tempo or non è! Dell’infelice figlia
ben compiango il destin, ma padre a lei
sempre io sarò. Vanne: tra brevi istanti
sarà disciolto il nodo
300 che mi congiunge a te.

Scribonia

Da un fier tiranno
questo scorno attendea; ma pensa, indegno,
ch'al mio ardire, e allo sdegno
395 e del mondo e di Roma,
che di soffrir la tua barbarie è stanca,
un pugnale, un veleno alfin non manca.

Servilia

Da un fier tiranno
questo scorno attendea, ma forse in pace
tu non godrai del tuo trionfo: temi…
Ah sì, temi tu stesso
gli effetti ancor d’un disperato eccesso.
non presente in questo testimone

Servilia

305 Guardami: sai chi sono.
Il sangue mio rammenta.
E se mi togli il trono,
tu non mi togli il cor.
Parte.

Scena terza

Ottaviano, e Cinna.
Ottaviano e Cinna.

Ottaviano

Accostati.

Ottaviano

Accostati.

Cinna

A che tardi,
Cesare, il mio supplizio?

Cinna

A che tardi,
310 Cesare, a vendicarti?

Ottaviano

Olà, di Cinna
400 il ferro a me si rechi. Una guardia gli porta la spada di Cinna.

Ottaviano

Olà, di Cinna
a me si rechi il ferro.

Cinna

Orsù, t'affretta
d'un tuo nemico a vendicarti.

Cinna

Orsù, t’affretta
d’un tuo nemico a liberarti.

Ottaviano

Prendi, Rendendogli il ferro.
ritorni quell'acciaro
di bel nuovo al tuo fianco. In questa guisa sugg.
405 deposto l'odio antico sugg.
si vendica Ottavian d'un suo nemico. sugg.

Ottaviano

Prendi:
ritorni quell’acciaro
di bel novo al tuo fianco. In questa guisa sugg.
315 deposto l’odio antico sugg.
si libera Ottavian d’un suo nemico. sugg.

Cinna

Oh ciel! sogno?... vaneggio?... a tal virtude
Cesare adesso in te conosco.

Cinna

Oh, ciel! sogno? vaneggio? a tal virtude
Cesare ben io riconosco.

Ottaviano

Or dimmi:
ami la patria?

Ottaviano

Or dimmi,
ami la patria?

Cinna

Ah, Cesare, per lei
410 fra tanti orror, fra tanto sangue avvolta
io ti chieggo pietà. sugg.

Cinna

Se l’amo! ah, che per lei
320 io ti chieggo pietà! sugg.

Ottaviano

Dunque m'ascolta.
Tu sai che l'odio e l'ira
de' Cesari e Pompei di tanti mali
fur la sola cagion.

Ottaviano

Dunque m’ascolta.
Tu sai che l’odio e l’ira
de’ Cesari e Pompei di nostri mali
fur la sola cagion.

Cinna

M'è noto.

Cinna

M’è noto.

Ottaviano

415 Sai
che della stirpe di Pompeo non resta
altri che Livia.

Ottaviano

Sai
che della stirpe di Pompeo non resta
325 altri che Livia.

Cinna

Il so.

Cinna

Il so.

Ottaviano

Roma richiede
per la comun tranquillità che tosto
io mi congiunga a lei.

Ottaviano

Roma richiede
per la comun tranquillità che tosto
io mi congiunga a lei.

Cinna

420 E chi tel vieta?

Cinna

E chi tel vieta?

Ottaviano

Di Scribonia inquieta
sol m'arresta il furor. Io so che l'ami,
e so ch'ella a te sempre entro il suo core
ha posposto Ottavian.

Ottaviano

Di Servilia inquieta
mi trattiene il furor. So che tu l’ami,
330 ch’ella t’amò… Del mio ripudio il foglio
recato a lei sarà: tu dei placarla, sugg.
consolarla tu dei, tu dei sposarla.

Cinna

Vado: è mia cura
domar lo sdegno di quel core altero.

Cinna

Vado, sarà mia cura
calmar gli sdegni di quel core altero.

Ottaviano

430 E la pace di Roma è mio pensiero.

Ottaviano

335 E la pace di Roma è mio pensiero.

Cinna

Non temer: io già rammento
ciò che Roma e Amor richiede.

Cinna

Non temer: io già rammento
ciò che Roma e Amor richiede.

Ottaviano

Vanne pur: giammai di fede
non può Cesare mancar.

Ottaviano

Vanne pur: giammai di fede
non può Cesare mancar.

Ottaviano, Cinna a 2

435 Serbi il cor sì bella speme,
che alla patria, al caro bene
può la pace alfin donar.

Cinna, Ottaviano a 2

340 Serbi il cor bella speme
ch’alla patria e al caro bene
può la pace alfin donar.
non presente
Cinna parte da sinistra, e Ottaviano nell’atto di partire vede Agrippa con Livia e si ferma.

Cinna

Che far dovrei?
non presente in questo testimone

Ottaviano

Servir gli affetti miei, sugg.
425 compensar l'amor tuo.

Cinna

Come?
non presente in questo testimone

Ottaviano

Fra poco
del mio ripudio il foglio
recato a lei sarà. Tu dei placarla, sugg.
consolarla tu dei.
Cinna parte da sinistra, e Ottaviano nell'atto di partire vede Agrippa, e s'arresta.
non presente

Scena quarta

Ottaviano, Livia, e Agrippa.
Ottaviano, Livia e Agrippa.

Ottaviano

Agrippa, in traccia appunto
di te movea.

Ottaviano

Agrippa, in traccia appunto
di te venia.

Agrippa

Che imponi?

Agrippa

Che chiedi?

Ottaviano

In questo foglio Cava un foglio.
440 di Scribonia il ripudio
segnai pur or. Lo dà ad Agrippa. Ad essa
recalo in nome mio. Livia, rammenta
che 'l destin d'Ottaviano
e la pace di Roma ora è in tua mano. Parte.

Ottaviano

In questo foglio
345 di Servilia il ripudio
segnai pur or: ad essa
recalo in nome mio. Livia, rammenta
che ’l destin d’Ottaviano
e la pace di Roma ora è in tua mano.

Livia

445 Oh ciel!

Livia

350 Oh ciel!

Agrippa

Livia, che dici?

Agrippa

Livia, che dici?

Livia

Son fuor di me.

Livia

Son fuor di me.

Agrippa

Dell'amor tuo poss'io
Cesare assicurar?

Agrippa

Dell’amor tuo poss’io
Cesare assicurar? Spiegati: tutto
mi palesa il tuo cor, il ver confessa. sugg.

Livia

Che posso dir, se non m’intendo io stessa? sugg.
non presente
Partono.

Livia

Taci.
non presente in questo testimone

Agrippa

Non l'ami?
non presente in questo testimone

Livia

Ah! tu lo sai.
non presente in questo testimone

Agrippa

Se la sua man ti porge
poss'io sperar che tu l'accetti?
non presente in questo testimone

Livia

Oh Dio!...
non presente in questo testimone

Agrippa

450 Fa' ch'io t'intenda alfin. Spiegati. Tutto
mi palesa il tuo core: il ver confessa. sugg.

Livia

Che posso dir, se non m'intendo io stessa? sugg.
presente in Livia (1) seg_a2s4_009

Livia

Da tanta smania
sì oppresso ho il core,
455 che quel che m'agita
s'è sdegno o amore
né posso intendere
né so spiegar.
So ben che misera
460 così mi trovo;
so ben che sembrami,
nel duol che provo,
sol presso a Cesare
di respirar.
non presente in questo testimone
Parte con Agrippa.
non presente

Scena quinta

Atrio di un tempio con portici a destra, ed a sinistra. In prospetto magnifica porta praticabile che introduce al tempio stesso. Scribonia, Murena, indi Cinna.
Atrio d’un tempio con portici a destra ed a sinistra. In prospetto magnifica porta praticabile che introduce al tempio stesso. Servilia, Murena, indi Cinna.

Scribonia

465 Deh, dimmi: i noti amici,
Murena, e dove son?

Servilia

355 Ah, dimmi: i noti amici,
Murena, dove son?

Murena

In questo tempio
son già raccolti. Qui dobbiamo insieme
ordir la trama, e della nostra fede
chiamar vindice il cel.

Murena

In questo tempio
son già raccolti. Qui dobbiamo insieme
ordir la impresa, e della nostra fede
chiamar vindice il ciel.

Scribonia

Perchè si tarda
470 il tiranno a svenar?

Servilia

Perché si tarda
360 il tiranno a svenar?

Murena

Solo s'attende
della notte il favor.

Murena

S’attende solo
della notte il favor.

Scribonia

E Cinna intanto
della vita in periglio
d'Ottaviano in poter... Deh, si prevenga
questo colpo fatal. Se avvien ch'ei mora...

Servilia

E Cinna intanto
della vita in periglio,
d’Ottaviano in poter… deh, si prevenga
questo colpo fatal! s’avvien ch’ei mora…

Cinna

475 Non turbarti, idol mio, son vivo ancora.

Cinna

365 T’assicura, mio ben, son vivo ancora.

Scribonia

Grazie, oh numi del ciel!

Servilia

Grazie, o numi del ciel!

Murena

Un fausto evento
per la patria a sperar comincio adesso.

Murena

Un fausto evento
per la patria a sperar comincio adesso.

Scribonia

Ma chi mai ti salvò?

Servilia

E chi ti liberò?

Cinna

Cesare istesso.

Cinna

Cesare stesso.

Scribonia

Che sento?... egli... il tiranno?

Servilia

Che sento? egli? il tiranno?…

Cinna

Ah, se tu vuoi,
480 cara, da te dipende
la mia felicità.

Cinna

Ah, se tu vuoi
370 da te, cara, dipende
la mia felicità.

Scribonia

Deh, parla.

Servilia

Deh, parla!

Cinna

Approva
Cesare i nostri affetti; egli di tante
sue crudeltà tutto l'orror comprende,
e quanto un dì mi tolse in te mi rende.

Cinna

Approva
Cesare il nostro affetto, e spezza il nodo
che ad onta del tuo core a lui ti stringe. sugg.
Se in lui perdi lo sposo,
375 tu lo ritrovi in me. Calmati, e paga sugg.
d’un cor che sai quanto fedel ti sia sugg.
scorda l’oltraggio, e la vendetta obblia. sugg.

Scribonia

Oh dei! che ascolto? Cinna
a me parla così? Ah! se non sai
ciò che devi alla patria,
ciò ch'hai promesso a me, se a' torti miei,
495 se di Romano al nome
d'un eroica virtù più non t'accendi,
Spalanca la porta del tempio; si vedono in esso i seguaci di Murena intorno all'ara, sulla quale è il foco acceso etc.
leggi in que' volti, e 'l tuo dovere apprendi. sugg.

Servilia

Numi! che sento! Cinna,
a me parli così? Ah, se non sai
380 quel che devi alla patria,
quel ch’hai promesso a me, se a’ torti miei,
se al nome di Romano
d’una eroica virtù più non t’accendi,
leggi in que’ volti, e il tuo dovere apprendi. sugg.
Servilia spalanca la porta del tempio; vi si vedono i seguaci di Murena intorno all’ara e Murena stesso.

Coro di Seguaci

Pera Ottavian: quel barbaro
non trovi in noi pietà;
500 in faccia a morte intrepido
il nostro ardir sarà.

Coro

385 Pera, Ottavian: quel barbaro
non trovi in noi pietà;
in faccia a morte intrepido
il nostro ardir sarà.

Scribonia

Udisti?

Servilia

Udisti?

Cinna

Ah, sì. Quel generoso ardire
risveglia il mio. Pera Ottavian... Oh Dio!
mi trema il piè.... palpita il cor.... e un moto
505 a me finora ignoto
m'arresta e mi trattien. Tra mille affetti
l'alma è confusa, e omai
dell' incostanza mia meco mi sdegno.
Di te, di Roma indegno,
510 cara, il mio cor non è. Ma ingrato alfine
al suo liberator...

Cinna

Oh cielo! a qual fatal cimento
390 esponi l’alma mia?… di te il mio core,
cara, indegno non è… ma alfine ingrato
al suo liberator…

Scribonia

Non più. T'intendo.
A Cesare tu devi
grato serbarti; io pur grata esser deggio
al mio vendicator. Sarò sua sposa:
515 la mia promessa è questa,
e non deggio mancar. In atto di partire.

Servilia

Ebben, t’intendo.
A Cesare tu devi
grato serbarti, io pur grata esser deggio
395 al mio vendicator; sarò sua sposa,
e mancar non degg’io.
La legge or sai: pensa e risolvi. Addio.
non presente
Parte con Murena e seguaci.

Scribonia

485 Dunque?...
non presente in questo testimone

Cinna

S'ei tronca il nodo
che ad onta del tuo core a lui ti stringe, sugg.
non ti lagnar. Se perdi in lui lo sposo,
tu lo ritrovi in me. Calmati, e paga sugg.
d'un cor che sai quanto fedel ti sia sugg.
490 scorda l'oltraggio, e la vendetta obblia. sugg.
Murena e seguaci nel tempio.
non presente
I seguaci di Murena restano nel tempio.
non presente

Cinna

Ah, no: t'arresta.
Romani, eccomi pronto
per la patria a morir. L'onor, l'amore
a non curar la vita,
520 e il vostro esempio ad emular m'invita.
non presente in questo testimone

Cinna

Al cuor le fiamme io sento
d'amor, d'onor, di gloria:
maggior d'ogni cimento
il vostro ardir mi fa.
non presente in questo testimone

Coro de' seguaci di Murena

525 In faccia a morte intrepido
il nostro ardir sarà.
non presente in questo testimone

Cinna

Vedrai, mio dolce amore,
qual fia la fé d'un core
che ognor t'amò, che vivere
530 in odio a te non sa.
Vado: di mie vittorie
ad affrettar l'istante.
La fé d'un'alma amante
d'esempio a voi sarà.
non presente in questo testimone
Parte.
non presente

Scena sesta

Scribonia, Murena, e seguaci.
Cinna e alcuniguerrieri.

Scribonia

535 Cinna è fedel.

Cinna

Che intesi, eterni dei! deggio alle brame
di Servilia ubbidire?
400 Ricusando l’impresa
deggio i sdegni irritar dell’alma offesa?
non presente in questo testimone

Coro

Come turbato
smania e sospira!
Come agitato
405 qua e là s’aggira!
In lui contrastano
dover e amor.
Quel duol che t’agita
frena, o signor.

Cinna

410 A chi chiedo consiglio?
Che farò, giusto ciel? mille funesti
pensieri ho nella mente,
mille affanni ho nel cor. Se ad altri cedo
la cara sposa, io sento
415 che viver non potrei; se al suo furore
offro la man, io stesso
per lei divengo reo. Dovere, amore
e quali sforzi estremi
esigete da me! tutti in tumulto
420 sento gli affetti miei. sugg.
Che risolvo? che fo? consiglio, oh dei!

Cinna

Ah, si ceda: onor mi arresta!
Si resista: oh Dio, non posso!
L’alma incerta, il cor commosso
425 che risolvere non sa. sugg.
non presente in questo testimone

Coro

Ei vacilla, si confonde,
e risolvere non sa.
non presente in questo testimone

Cinna

Ma qual flebile lamento!
Ella piange, e mesta geme:
430 ah, le affretto l’ore estreme
se non cedo al suo dolor.
non presente in questo testimone

Coro

Ah, si accresce e si diffonde
la sua pena in ogni cor!
non presente in questo testimone

Cinna

Ah, qual barbaro contrasto!
435 quali smanie in cor mi sento!
La mia pena, il mio tormento
quando mai cessar potrà?
non presente in questo testimone

Coro

Quella pena, quel tormento
a noi desta in sen pietà.
non presente
Parte.

Murena

Ma se a cangiarsi ei torna...
non presente in questo testimone

Scribonia

Mi basta il vostro ardir. Or dimmi: e come
potrei salvar la tenera mia figlia
nel periglio del padre? sugg.

Murena

Un fido asilo
a lei fia questo tempio.
non presente in questo testimone

Scribonia

Io vado. Alcuna
540 delle mie fide ancelle sugg.
di qua condurla avrà la cura. Oh dei,
in essa odiar dovrei
il sangue d'un tiranno. Eppur son madre, sugg.
e in mezzo al mio furore sugg.
545 per la salvezza sua mi parla amore. sugg.
Parte.
non presente

Scena settima

non presente
Murena, suddetti e Servilia.
non presente in questo testimone

Servilia

440 Ebben, Murena, sai
cosa Cinna risolse?
non presente in questo testimone

Murena

Inquieto, dubbioso
di qua partì, ne’ intendo a qual partito
alfin s’appiglierà!

Servilia

Nel gran cimento
445 il vostro ardir, la vostra fé mi basta.
Sol per la cara figlia
ansiosa or son io: come salvarla
nel periglio del padre? sugg.
non presente in questo testimone

Murena

Un fido asilo
fia per lei questo tempio.

Servilia

Io vado: alcuna
450 delle mie fide ancelle sugg.
di qui condurla avrà la cura. In essa
odiare io dovrei
il sangue d’un tiranno; ma son madre, sugg.
e in mezzo al mio furore sugg.
455 per la salvezza sua mi parla il core. sugg.
non presente
Parte.

Scena ottava

Murena, e seguaci.
Murena e seguaci.

Murena

Qui nel tempio a celarsi,
amici, andiam, fin che alla trama arrida
della notte il favor. Pensate intanto,
se l'amor della patria il cor v'accende,
550 che il suo destin dal vostro ardir dipende.

Murena

A celarsi nel tempio,
amici, andiam, finché alla trama arrida
della notte il favor. Pensate, intanto,
se l’amor della patria il sen v’accende,
460 che il suo destin dal vostro ardir dipende.

Murena

Roma le sue catene
a noi piangendo addita:
per secondar sua spene
il perdere la vita
555 gloria per noi sarà.

Murena, Coro

Roma le sue catene
a noi piangendo addita,
per secondar sua speme
il perdere la vita
465 gloria per noi sarà.
Entrano tutti nel tempio, e chiudono la porta.
Entrano tutti nel tempio e chiudono la porta.

Coro

In faccia a morte intrepido
il nostro ardir sarà.
non presente in questo testimone

Scena nona

Scribonia sola esce col foglio del ripudio in mano, poi le ancelle colla piccola figlia.
Servilia sola esce col foglio del ripudio in mano, poi le ancelle colla piccola figlia.

Scribonia

Oh scorno, oh disonor! Ecco disciolto
quel nodo che finora
560 mi strinse ad Ottavian. Del mio ripudio
ecco segnata la sentenza. Adesso sugg.
più sua sposa non son.... Che fai? che pensi, sugg.
infelice Scribonia? Ah! dove mai sugg.
con questa macchia in fronte sugg.
565 comparir più potrai? Ognuno a dito
ti mostrerà. Diran che fosti infida,
che Ottavian ti punì. Orsù: t'affretta
nel sangue del tiranno sugg.
l'oltraggio a vendicar. A Cinna in braccio
570 si vada pur: ma pronube a quel nodo sugg.
ch'io sospirai finor, che del mio core
fu la speme primiera,
sien le faci d'Aletto e di Megera.

Servilia

Oh scorno! oh disonor! del mio ripudio
ecco segnata la sentenza. Adesso sugg.
più sposa non son io… che fai? che pensi, sugg.
infelice Servilia? ah, dove mai sugg.
470 con questa macchia in fronte sugg.
comparir più potrai? orsù, t’affretta
nel sangue del tiranno sugg.
l’oltraggio a vendicar. A un altro in braccio
si vada pur; ma pronube a quel nodo, sugg.
475 onde quest’alma il suo trionfo spera,
sia la face d’Aletto e di Megera.
non presente
Nell’atto che Servilia s’incammina per partire, s’incontra nelle sue ancelle, le quali appena venute in scena, cantano il seguente coro.

Coro

Qual mai t’accende, o misera,
575 inutile furor?
In quest’oggetto amabile
consola il tuo dolor.

Coro

Qual mai t’accende, o misera,
inutile furor?
In quest’oggetto amabile
480 consola il tuo dolor.
Nell’atto che cantano i due ultimi versi, accennano tutte Giulia che presentano a Scribonia, la quale in aria di sorpresa e d’agitazione si abbandona sopra a un sedile di pietra, e dopo averla alquanto osservata ripiglia il seguente recitativo.
Nell’atto che cantano i due ultimi versi, accennano tutte Giulia, che presentano a Servilia, la quale in aria di sorpresa e d’agitazione si abbandona sopra a un sedile di pietra, e dopo averla alquanto osservata ripiglia il seguente recitativo.

Scribonia

Numi! che veggo mai? Figlia innocente
d’una madre dolente,
580 vieni agli amplessi. Il cielo
tanto a te sia cortese
quanto a me fu crudel. Figlia… che dico?
del tiran… del nemico
non è figlia costei? Fui madre.... ed ora
585 questo nome sì caro
ora m'empie d'orror.... Togliete, oh Dio!
quell’oggetto funesto agli occhi miei… sugg.
Ma no… lasciate… in lei sugg.
vo sfogar l’ire mie. Tutto si versi sugg.
590 il sangue d’Ottavian. Natura... amore...
parla invano al mio core. Inorridisca
e Roma e il mondo, e in quest'età sì rea sugg.
in me ritorni a rammentar Medea. sugg.

Servilia

Numi! che veggo mai? Figlia innocente
d’una madre dolente,
vieni agli amplessi. Il cielo
tanto a te sia cortese
485 quanto a me fu crudel. Figlia… che dico?
del tiran… del nemico
non è figlia costei? Togliete, oh Dio!
quell’oggetto funesto agli occhi miei… sugg.
Ma no… lasciate… in lei sugg.
490 vo sfogar l’ire mie. Tutto si versi sugg.
il sangue d’Ottavian. Inorridisca
e Roma e il mondo, e in questa età rea sugg.
in me ritorni a rammentar Medea. sugg.
non presente
Cava uno stile, dopo aver presa per un braccio la figlia, e nell’atto di ferirla comincia la seguente aria.

Servilia

Mori… oh Dio!… mia figlia è questa! sugg.
495 Con la man mi trema il cor, sugg.
e una voce che m’arresta sugg.
grida a me: «Sei madre ancor!». sugg.
non presente
Le ancelle prendon in mezzo Servilia, lasciandola però scoperta alla vista dei spettatori, e nel togliere a lei di mano la figlia replicano il coro.

Coro

Qual mai t’accende, o misera,
inutile furor?

Coro

Qual mai t’accende, o misera,
inutile furor?

Scribonia

600 Cara parte del cor mio,
vieni, oh figlia... a chi ragiono?
Ah! fui madre; or più nol sono.
E ancor vive il traditor?

SERVILIA

500 Cara parte del cor mio,
vieni, o figlia… a questo seno!
Per te sol, io sento, oh Dio!
venir meno il mio valor.
Le ancelle indicando ad essa di nuovo la figlia replicano il
Le ancelle indicando ad essa di nuovo la figlia ricantano il coro.

Coro

In quest’oggetto amabile
605 consola il tuo dolor.

Coro

In quest’oggetto amabile
505 consola il tuo dolor.
Scribonia, dopo un po’ di sospensione, salta in piedi ed in aria del più eccessivo furore segue a dire.
Servilia, dopo un po’ di sospensione, s’alza in piedi ed in aria del più eccessivo furore segue a dire.

Scribonia

Del crudel che m'ha oltraggiata sugg.
vo' vendetta, oh stelle ingrate.
Care amiche, oh Dio! celate
a una madre disperata
610 quell'oggetto di terror.

Servilia

Ah, vendetta, o stelle ingrate!
Del crudel che m’ha oltraggiata, sugg.
care amiche, oh Dio! celate
a una madre disperata
510 quell’oggetto di terror.
Parte seguita dalle sue ancelle.
Parte seguita dalle sue ancelle.
Nell’atto che Scribonia s’incammina per partire, s’incontra nelle sue ancelle, le quali appena venute in scena, cantano il seguente
non presente
Cava uno stile, dopo aver presa per un braccio la figlia, e nell’atto di ferirla comincia la seguente aria.
non presente

Scribonia

Mori… oh Dio!… mia figlia è questa! sugg.
595 Con la man mi trema il cor, sugg.
e una voce che m’arresta sugg.
grida a me: «Sei madre ancor!». sugg.
Le ancelle prendon in mezzo Scribonia, lasciandola però scoperta alla vista de' spettatori, e nel togliere a lei di mano la figlia replicano il
non presente

Scena decima

Murena e seguaci che escono dal tempio.
Murena e seguaci escono dal tempio.

Murena

Già s'avvicina, amici,
l'ora opportuna. Abbandonate al sonno
fien tra poco le schiere. Io vi precedo:
il cimento prevedo,
615 ma non perdo l'ardir. Si vada; e in noi
fra gli estremi perigli
Roma ritrovi i cittadini e i figli.
Partono.

Murena

Già s’avvicina, amici,
l’ora opportuna; il valoroso Cinna
fia compagno all’impresa, e già Servilia
feci avvertir. Abbandonate al sonno
515 fien tra poco le schiere; andiam, e in noi
fra gli estremi perigli
Roma ritrovi i cittadini e i figli.
non presente
Partono.

Scena undicesima

Parte del campo. In mezzo al padiglione d’Ottaviano, di cui si vede l’ingresso in prospetto. A destra varie tende sparse per la pianura, che si stendono anche in lontananza. A sinistra oscuro bosco. Notte oscura, illuminata solo da alcune faci moribonde. Si veggono d’intorno al padiglione d’Ottaviano i soldati e le guardie stesi a dormire sulla terra, e così in altre parti del campo le schiere che dormono in diversa positura. Ottaviano solo senz’armi, che esce dal suo padiglione.
Parte del campo. In mezzo al padiglione d’Ottaviano, di cui si vede l’ingresso in prospetto. A destra varie tende sparse per la pianura, che si stendono anche in lontananza. A sinistra oscuro bosco. Notte oscura, illuminata solo da alcune faci moribonde. Si veggono d’intorno al padiglione d’Ottaviano i soldati e le guardie stese a dormire sulla terra, e così in altre parti del campo le schiere che dormono in diversa positura. Ottaviano solo senz’armi, che esce dal suo padiglione.

Ottaviano

Che silenzio, che orror! In dolce sonno
già riposan le schiere, e molli piume
620 alle stanche lor membra è il nudo suolo.
Io sol, misero, io solo
co’ miei sospetti in sen, cinto da mille
immagini d’orror, sempre agitato
da un rimorso affannoso,
625 nella pace comun non ho riposo.
Oh numi! E che mi giova
tal poter, tanto onor? Dunque finora
per vivere tranquillo
oro, sangue, e sudor io sparsi invano?
630 Ah, barbaro Ottaviano!
D'altrui non ti lagnar. Finché tu segui
per viver lieto a far gli altri infelici,
sei tu stesso il peggior de' tuoi nemici.

Ottaviano

Che silenzio, che orror! In dolce sonno
già riposan le schiere, e molli piume
520 alle stanche lor membra è il nudo suolo…
Io sol, misero, io solo
co’ miei sospetti in sen, cinto da mille
immagini d’orror, sempre agitato
da un rimorso affannoso,
525 nella pace comun non ho riposo.
non presente in questo testimone

Ottaviano

Mille affanni ho intorno all’alma.
Cerco ognor l’antica pace,
ma un istante, oh Dio, di calma
io non posso ritrovar.
S'estinguono ad un tratto le faci, e si sente in lontano uno strepito d'armi da varie parti del campo.
S’estinguono ad un tratto le faci, e si sente in lontano uno strepito d’armi da varie parti del campo.

Ottaviano

640 Ma quale, ohimè! si desta
strepito d'armi intorno? Olà... Soldati,
svegliatevi... le faci
ad accender correte. Io del periglio
a esplorar la cagion che non comprendo
645 mi celo in questo bosco, e qui v'attendo.

Ottaviano

530 Ma quale, ahimè! si desta
strepito d’armi intorno? olà… soldati,
svegliatevi… le faci
ad accender correte. Io del periglio
a esplorar la cagion, che non comprendo,
535 mi celo in questo bosco, e qui v’attendo.
I soldati, dopo essersi svegliati al cenno d'Ottaviano, partono subito: due di essi portano ad Ottaviano l'elmo, la spada e lo scudo. Cresce intanto lo strepito, e si veggono per il campo vari movimenti.
I soldati, dopo essersi svegliati al cenno d’Ottaviano, partono subito: due di essi portano ad Ottaviano l’elmo, la spada e lo scudo. Cresce intanto lo strepito, e si veggono per il campo vari movimenti. Ottaviano parte.

Ottaviano

Con il crin di lauri adorno,
635 cinto d'armi e al trono appresso
mille affanni ho sempre intorno.
Temo gli altri, odio me stesso,
né un istante mai di calma
può quest'alma respirar. sugg.

Ottaviano

Ah! che certo è il tradimento,
crescer sento al cor lo sdegno.
Per la pace, oh dei, d'un regno,
voi mi fate trionfar.
non presente in questo testimone
Parte.
non presente

Scena dodicesima

Cessato lo strepito, esce Scribonia agitata, indi Cinna, poi Ottaviano e soldati con faci accese.
Cessato lo strepito, esce Servilia agitata, indi Cinna, poi Ottaviano e soldati con faci accese.

Scribonia

650 Cinna... mio bene.... ah, dove
rinvenirlo poss'io? La tenda è quella sugg.
in cui dorme il tiranno. Ardir! Si vada
il perfido a punir. Sì: questa impresa
è degna del mio cor. L'ingresso è aperto,
655 senza custodi è il loco.
Cava lo stile.
Bruto, Pompeo, la vostra aita invoco.
Entra nel padiglione.

Servilia

Se non m’inganna Agrippa
ei precede i miei passi… Cinna… ah, dove
rinvenirlo poss’io? La tenda è quella sugg.
in cui dorme il tiranno. Ardir. Si vada
540 il perfido a punir. Sì, questa impresa
è degna del mio cor. L’ingresso è aperto,
senza custodi è il loco. Cava lo stile.
Bruto, Pompeo, la vostra aita invoco.
non presente
Entra nel padiglione. Rinnovatosi lo strepito, si vedono alcuni soldati a passar frettolosi per la scena, poi Cinna spaventato, con ferro in mano.

Cinna

Ah, dove posso, oh Dei,
occultarmi e fuggir? in ogni parte
si corre all’armi, i miei seguaci or sono
660 di Cesare in poter. In quella tenda
opportuno è il celarsi.

Cinna

Ah, dove posso, oh dei,
545 occultarmi e fuggir? in ogni parte
si corre all’armi, i miei seguaci or sono
di Cesare in poter. In quella tenda
opportuno è il celarsi.
Nell'atto che s'incammina per entrar nel padiglione d'Ottaviano, comparisce sull'ingresso del medesimo Scribonia, che non vede Cinna.
Nell’atto che s’incammina per entrar nel padiglione d’Ottaviano, comparisce sull’ingresso del medesimo Servilia, che non vede Cinna.

Scribonia

Io fui delusa:
il tiranno non v'è.
Eccolo. In atto di ferirlo.

Servilia

Il tiranno non v’è. Scorgendo Cinna. Eccolo, mori.

Cinna

Oh ciel! ferma! che fai?

Cinna

550 Oh ciel! ferma, che fai? Nell’atto di veder Servilia in atto di ferirlo.

Scribonia

Ohimé! qual voce!… ah, Cinna,
665 del tiranno che fu?

Servilia

Ohimé! qual voce!… ah, Cinna,
del tiranno che fu?

Cinna

L’ignoro. Il cielo
combatte a suo favor: nota è la trama,
è scoperto il disegno,
più speranza non v’è.

Cinna

L’ignoro. Il cielo
combatte a suo favor: nota è la trama,
è scoperto il disegno,
555 più speranza non v’è.

Scribonia

Fremo di sdegno.
Ma qual ver noi s'avanza
670 improvviso splendor fra questi orrori? Si vede dalla parte del bosco a poco a poco avvicinarsi lo splendor delle faci.

Servilia

Fremo di sdegno.
non presente in questo testimone

Servilia

Ah, si fugga… oh ciel! ma dove?
Qual speranza? qual consiglio?
non presente in questo testimone

Cinna

Ah, che sol pel tuo periglio
io mi sento palpitar!

Cinna, Servilia a 2

560 Qual ristoro in tante pene
può quest’alma ritrovar? sugg.

Ottaviano

Ah, traditori!

Ottaviano

Perfidi, alfin scopersi
il tradimento orrendo,
ma sopra voi tremendo
565 il mio furor cadrà!

Ottaviano, Cinna, Scribonia a 2

Che fiero colpo è questo!
Di gel, di sasso io resto...
Il core in sen mi palpita
675 di tema e di furor.

Cinna, Servilia a 2

Che fiero colpo è questo!
Di gel, di sasso io resto!

Ottaviano

Chi mai v'indusse, o perfidi,
a così iniqua trama?

Cinna

Frena, signor, lo sdegno!
non presente in questo testimone

Ottaviano

Va’, traditore indegno!

Cinna, Scribonia

Empio, fu sol la brama
di trapassarti il cor.

Servilia

570 Il fallo è solo mio.

Cinna

680 Da me la patria oppressa
la libertade aspetta.

Ottaviano

Ambi punir vogl’io.
non presente in questo testimone

Cinna

Ascolta.
non presente in questo testimone

Servilia

Oh Dio! ti placa!

Ottaviano

Cesare odiate? E Cesare
685 saprà punirvi ancor.

Ottaviano

Non v’è per voi pietà.
non presente in questo testimone

Cinna, Servilia a 3

Deh, ti mova il nostro affanno,
575 non negar a noi pietà.
non presente in questo testimone

Ottaviano a 3

Scellerati, traditori,
no, per voi non v’è pietà!
non presente in questo testimone

Cinna, Servilia a 3

Signor, a’ tuoi piedi
pentiti noi siamo.
580 Al pianto, deh, cedi,
perdona all’error.
non presente in questo testimone

Ottaviano a 3

Incognito affetto
che sento nel petto
disarma il furor.
585 Sorgete: io vi perdono.
Da me virtù apprendete.
Felici insiem vivrete,
e Livia mia sarà.
non presente in questo testimone

Cinna, Servilia a 3

Oh, quanto il nostro core
590 è grato a tal bontà!
non presente in questo testimone

Tutti

Ah, cessato è ogni tormento!
Viva sempre tal contento!
Tutto è pace e tutto amor.
Gran conforto tra le pene
595 è la spene lusinghiera,
che compensa ogni dolor.
Rinnovasi lo strepito: si vedono alcuni soldati a passar frettolosi per la scena, poi Cinna spaventato con ferro in mano.
non presente

Cinna

Che veggo mai? Nell'atto di veder Scribonia.
non presente in questo testimone

Cinna

Vieni... fuggi... mio bene.
non presente in questo testimone
Ottaviano ordina ai soldati che circondino Cinna e Scribonia; egli resta nel mezzo della scena col ferro in mano.
non presente

Scribonia

A me chiedea vendetta
il mio tradito onor.
non presente in questo testimone
Fa cenno ai soldati, i quali incatenano Cinna e Scribonia.
non presente

Ottaviano, Cinna, Scribonia a 3

Il core in sen mi palpita
di tema e di furor.
non presente in questo testimone

Scribonia a 3

Trema, crudel: tra poco
non presente in questo testimone

Cinna a 3

la mia vendetta aspetto:
690 d'ogni Romano in petto
vive di Bruto il cor.
non presente in questo testimone

Ottaviano a 3

Tremate, indegni. Oh Dio!
Nuovi perigli aspetto.
D'ogni Romano in petto
695 temo di Bruto il cor.
non presente in questo testimone

Scena prima

Porto di mare, come nell'Atto Primo. Ottaviano, Livia, Agrippa.
non presente

Livia

Deh! Cesare, se vuoi
ch'io sia grata al tuo amor, perdona a Cinna,
salva Scribonia e rendi
a rei la libertà.
non presente in questo testimone

Agrippa

Se a Roma in seno
700 vuoi tranquillo regnar, cangia costume:
è la clemenza il nume
che gl'imperi sostien.
non presente in questo testimone

Livia

Se più non deggio
d'un affetto arrossir che in me condanno,
cessa, o Cesare, alfin d'esser tiranno.
non presente in questo testimone

Agrippa

705 Deh! Mostra che col sangue
hai pur di Giulio il cor. Tutti alla fine
non han la sconoscente alma di Bruto.
non presente in questo testimone

Ottaviano

Non più. Basta: tacete. Ho risoluto.
Vanne, Agrippa, le schiere
710 di quel tempio vicino
là nel grand'atrio aduna, e fa' che tosto
vi si traggano i rei. Te pure, o Livia,
alla sentenza mia voglio presente.
non presente in questo testimone

Livia

Che Ottavian sia clemente
715 poss'io dunque sperar?
non presente in questo testimone

Agrippa

Ch'egli divenga
le delizie di Roma
lusingarmi poss'io?
non presente in questo testimone

Livia

Sì: questa prova
attendo del suo amor.
non presente in questo testimone

Agrippa

già fra me stesso
per sì belle speranze io mi consolo.
non presente in questo testimone

Ottaviano

720 Orsù, partite omai: bramo esser solo.
non presente in questo testimone
Livia ed Agrippapartono.
non presente

Scena seconda

Ottaviano solo.
non presente

Ottaviano

Che risolvi, Ottavian? Sei stanco ancora
di soffrir l'odio altrui? Ah! dove sono
le delizie del trono, ove i diletti,
ch'io sperai di goder?.. perigli... affanni...
725 cure... sospetti... E ancor mi fia conteso
un mal, che pur mi costa
tanto sangue e sudor! Oh Giove, oh Roma!
Se per regnar degg'io
esser sempre infelice a questo segno,
730 rendetemi la pace e cedo il regno.
non presente in questo testimone

Ottaviano

Dei di Roma, ah, voi destate
novi sensi al mio pensiero;
voi mi date un novo impero
sugli affetti del mio cor.
non presente in questo testimone
Parte.
non presente

Scena terza

Cinna incatenato, e preceduto dai soldati esce al suono di lugubre sinfonia; indi Scribonia.
non presente

Cinna

735 Oh patria! oh amore! oh istante
terribile per me! Sapessi almeno
pria di morir, qual sia
di Scribonia il destin. Il cor nel petto
sol mi trema per lei. Moro contento,
740 se il tiranno perdona all'idol mio.
Si replica il suono della sinfonia lugubre.
Chi giunge? Eccola... oh Dio! tra ferri avvinta...
pallida nel sembiante... ah, la sua sorte
è funesta al mio cor più della morte.
non presente in questo testimone

Scribonia

Cinna...
non presente in questo testimone

Cinna

Mio ben...
non presente in questo testimone

Scribonia

vieni, e ricevi, o caro,
745 da me l'ultimo addio.
non presente in questo testimone

Cinna

Che orror, che affanno!
Ah! dunque il fier tiranno
ti condanna a morir?
non presente in questo testimone

Scribonia

È la mia morte
necessaria per lui. Troppo conosce,
quel perfido, il mio cor; troppo mi teme.
non presente in questo testimone

Cinna

750 Ma più scampo non v'è, non v'è più speme?
Ah! resister non so.
non presente in questo testimone

Scribonia

Cinna, tu piangi?
qual debolezza è questa? Un cor Romano
della morte al pensier non si spaventa.
ah! ti scuoti, e rammenta
755 qual sangue hai nelle vene.
non presente in questo testimone

Cinna

Se piango, mio bene,
non piango per me.
Andrei costante e forte
ad incontrar la morte,
760 se Cesare placato
vedessi, oh Dio! con te.
Ma certo è il tuo fato,
ma incerta è la spene.
Se piango, mio bene,
765 non piango per me.
Se dir potessi: «A Roma
la libertade ho resa»,
per così bella impresa
grave il morir non è.
770 Ma regna il tiranno,
ma Roma è in catene.
Se piango, mio bene,
non piango per me.
Addio, mia vita.
non presente in questo testimone

Scribonia

Addio.
775 Raffrena il pianto.
non presente in questo testimone

Cinna

Ohimé!
Lasciar presso a morte
la cara sua speme,
veder fra ritorte
la patria che geme,
780 son queste le smanie,
son queste le pene....
Se piango, mio bene,
non piango per me.
non presente in questo testimone
Partono da parti opposte.
non presente

Scena ultima

Atrio del tempio con portico a destra e sinistra, come nell'Atto Secondo. In mezzo una sedia per Ottaviano. Ottaviano, Agrippa e Livia, Murena e suoi seguaci in catene, indi Cinna e Scribonia in catene. Soldati, mentre sorte Ottaviano, cantano il seguente
non presente

Coro

Roma esulti, e 'l Tebro onori
785 il felice vincitor.
Sia 'l suo nome ai traditori
di spavento e di terror.
non presente in questo testimone
Le ancelle, precedendo Scribonia, nell'atto di sortire cantano il seguente
non presente

Coro

Deh! perdona a lei che amasti,
e ti basti il suo rossor.
non presente in questo testimone

Coro de' soldati

790 Sia 'l tuo nome ai traditori
di spavento e di terror.
non presente in questo testimone

Ottaviano

Agrippa, a me fa tosto
che si traggano i rei.
non presente in questo testimone

Agrippa

Eccoli.
non presente in questo testimone

Cinna

Oh Dio!
solo dell'idol mio
795 mi spaventa il destin.
non presente in questo testimone

Scribonia

Quanti infelici
fece in un punto il mio furor!
non presente in questo testimone

Ottaviano

Giammai
un più fiero contrasto io non provai.
Figli di Roma, i sensi d'Ottaviano
conoscete alla fin. Olà, custodi,
800 si disciolgano i rei; Cinna, Murena,
venite a questo sen. Si leva in piedi, e va ad abbracciar Cinna e Murena . Salva l'onore,
punisce i suoi nemici,
se ottener può Ottaviano
di vostro amico il nome e di Romano.
non presente in questo testimone

Cinna

805 Oh sorpresa!
non presente in questo testimone

Murena

Oh stupor!
non presente in questo testimone

Livia

Oh gioia! Questo
è un trionfo per me.
non presente in questo testimone

Agrippa

Di tua bellezza A Livia.
questo, o Livia, è un portento.
non presente in questo testimone

Scribonia

Del furor che m'accese ora mi pento.
non presente in questo testimone

Ottaviano

Romani, i voti miei
810 non ho compiuti ancor. Di pace amante,
vago del vostro amor, memore ancora
dell'estremo di Giulio orrido fato,
alla Patria, al Senato
rendo l'impero alfin. Se nei delitti
815 Silla imitai finora,
nelle virtù voglio imitarlo ancora.
non presente in questo testimone

Cinna

Non più, Signor, non più. Conosco adesso
che all'impero del mondo
ti destinan gli dei. Più non si sdegna
820 Roma a te d'obbedir... Riprendi ancora
il primiero poter. Questa è la grazia
ch'ella implora piangendo a' piedi tuoi.
non presente in questo testimone
Cinna, Murena, e tutti s'inginocchiano, eccetto Livia e Scribonia.
non presente

Cinna

De' cittadini suoi la più possente
e la più scelta parte è qui raccolta,
825 i voti suoi dai nostri voti ascolta.
non presente in questo testimone

Coro di tutti

Reggi il Romano impero,
e 'l Campidoglio altero
col nome in te d'Augusto
trovi d'Augusto il cor.
non presente in questo testimone
Si levano tutti in piedi.
non presente

Ottaviano

830 Basta così: di Roma
padre io sarò. Voi di miei figli il nome,
non di vassalli, avrete, e perché a parte
il Senato e gli amici or fien del grave
peso ch'io solo a sostener non reggo,
835 Cinna, consol di Roma oggi t'eleggo.
non presente in questo testimone

Agrippa, Murena, Cinna, Livia, Scribonia, Coro di Seguaci, Coro di Soldati, Coro di Ancelle

Col nome in te d'Augusto
veggiam d'Augusto il cor.
non presente in questo testimone

Scribonia

Ah, Cesare, ah!... permetti,
che avvilita e confusa a' piedi tuoi
S'inginocchia.
840 io porti il mio rossor. Ah, perchè mai
così amabil ti rendi
per punir l'odio mio?
non presente in questo testimone

Ottaviano

Sorgi, e ti scorda
un oltraggio...
non presente in questo testimone

Scribonia

Deh, taci. Ad oltraggiarti
la prima io fui. Benché tua sposa, a Cinna
serbava affetto, e mai
845 io non ti seppi amar. Accetta, o Livia
questa man, che fu mia. Prende la destra di Ottaviano, e l'unisce a quella di Livia.
non presente in questo testimone

Ottaviano

La tua compensi Prende la destra di Scribonia, e l'unisce a quella di Cinna.
l'affetto omai del più fedele amante.
non presente in questo testimone

Scribonia, Cinna

Oh contento!
non presente in questo testimone

Livia, Ottaviano

oh piacer!
non presente in questo testimone

Tutti

oh lieto istante!
non presente in questo testimone

Tutti

Questo sì lieto giorno
850 delle tue glorie adorno
annunzia al mondo intero
la più felice età.
non presente in questo testimone