Tutto il Coro
Il legista, il galenista,
10il soldato, l’uom di stato
suol vantare in quel, che fa,
di saper più, che non sa.
G= Tutto il Coro
Il legista, il galenista,
10il soldato, l’uom di stato
suol vantare in quel, che fa,
di saper più, che non sa.
(non presente)
Cardano
Figli, amici, e compagni, a cui mi lega
più che grado primier, paterno amore,
quest’arte a cui ci sforza
dura necessità, render conviene
25grata più che si può, e odiosa meno.
Noi non facciam la guerra
a polli, a capre, a agnelli;
noi non leviam gli anelli
alle donne di mano, l’arte nostra
30consiste nel saper, quando a’ noi pare,
pelar la quaglia, e non la far gridare.
G= CARDANO
Figli, amici e compagni, a cui mi lega,
più che grado primier, paterno amore,
quest’arte a cui ci sforza
dura necessità, render conviene
25grata più che si può, e odiosa meno.
Noi non facciam la guerra
a polli, a capre, a agnelli;
noi non leviam gli anelli
alle donne di mano, l’arte nostra
30consiste nel saper, quando a’ noi pare,
pelar la quaglia e non la far gridare.
(non presente)
Cardano
Se noi diamo la buona ventura,
che ci paghino è giusto dover;
non perché sia la cosa sicura,
35ma perché la speranza è un piacer.
Se il presagio da noi s’indovina,
si dà credito al nostro saper;
se la sorte altrimenti destina,
non è colpa del nostro mestier.
G= Cardano
Se noi diamo la buona ventura,
che ci paghino è giusto dover;
non perché sia la cosa sicura,
35ma perché la speranza è un piacer.
Se il presagio da noi s’indovina,
si dà credito al nostro saper;
se la sorte altrimenti destina,
non è colpa del nostro mestier.
(non presente)
Carolina
40Padre, che tal mi siete,
poiché perduti ho i genitori in fasce,
avvezza sono ad obbedirvi, è vero,
ma pace non avrò, ma inquieta sempre
mi vedrete, e turbata, ed agitata,
45s’io non giungo a saper da chi son nata.
G= Carolina
40Padre, che tal mi siete
poiché perduti ho i genitori in fasce,
avvezza sono ad obbedirvi, è vero,
ma pace non avrò, ma inquieta sempre
mi vedrete, e turbata, ed agitata,
45s’io non giungo a saper da chi son nata.
(non presente)
Perillo
Carolina gentile,
voi avete gran torto. Meglio parmi
della nascita vostra esser dubbiosa,
che arrischiar di trovare i genitori
50servi, schiavi, villani, o pescatori.
G= Perillo
Carolina gentile,
voi avete gran torto. Meglio parmi
della nascita vostra esser dubbiosa,
che arrischiar di trovare i genitori
50servi, schiavi, villani, o pescatori.
(non presente)
Cardano
Carolina, vi è noto
che un talisman possedo
d’un vecchio egiziano opera e dono,
65di cui l’erede e il successore io sono.
Quel che al petto lo tien, cambia a sua voglia
di voce, e di figura, e passar puote
in faccia della gente
per l’oggetto che vuol, straniero, o assente.
70Eccolo: a voi che avete
senno, prudenza, e ingegno,
lo presento, lo affido, e lo consegno.
G= Cardano
Carolina, vi è noto
che un talisman possedo
d’un vecchio egizïano opera e dono,
65di cui l’erede e il successore io sono.
Quel che al petto lo tien, cambia a sua voglia
di voce, e di figura, e passar puote
in faccia della gente
per l’oggetto che vuol, straniero, o assente.
70Eccolo: a voi che avete
senno, prudenza, e ingegno,
lo presento, lo affido e lo consegno.
Carolina
Oh Lindoro fedele!
Oh dolci accenti! Oh cara
amorosa espression che mi consola,
che ravviva quest’alma!
5Io più non temo, e in quest’istante: oh dio!
un palpito di gioia al core io sento
che di speme mi colma, e di contento.
Perillo
Perché le donne
a cambiar di pensiero e di sembianza
sono abili abbastanza, e la natura
80provvida ha lor concesso
per far prodigi il talisman del sesso.
G= Perillo
Perché le donne
a cambiar di pensiero, e di sembianza
sono abili abbastanza, e la natura
80provvida ha lor concesso
per far prodigi il talisman del sesso.
(non presente)
Cardano
Nelle mani d’un uom passar potrebbe
questo prezioso pegno
per opra uscita di Pluton dal Regno.
85Ma se donna l’adopra,
il mondo ammiratore
criticarlo non puote o non ardisce,
che una donna gentil tutto abbelisce.
G= Cardano
Nelle mani d’un uom passar potrebbe
questo prezioso pegno
per opra uscita di Pluton dal Regno.
85Ma se donna l’adopra,
il mondo ammiratore
criticarlo non puote o non ardisce,
che una donna gentil tutto abbelisce.
(non presente)
Perillo
Eccovi, Carolina,
115in grado di tentar la vostra sorte.
Voi avete un’amante
ricco, bello, gentile, e che vi adora.
Fate che il talismano
stato non siavi confidato invano.
G= Perillo
Eccovi, Carolina,
115in grado di tentar la vostra sorte.
Voi avete un’amante
ricco, bello, gentile e che vi adora.
Fate che il talismano
stato non siavi confidato invano.
Carolina
Odo un’interna voce
che penetrando al core
10dilegua il mio timore,
m’invita a respirar
E con soavi accenti
mi parla in seno e dice:
Spera, sarai felice,
15più non dovrai penar.
Ah sento il cor che giubbila,
che balzami nel petto.
Non reggo al mio diletto,
che caldo, oh dio! che foco!
20La gioia a poco a poco
m’induce a delirar.
Carolina
120Mi ama Lindoro, ma il signor Pancrazio,
ch’è suo zio e tutore, e ch’ha una figlia
da collocar, destina
di maritarli insieme.
Ed ha per fondamento
125del padre di Lindoro un testamento.
G= Carolina
120Mi ama Lindoro, ma il signor Pancrazio,
ch’è suo zio e tutore, e ch’ha una figlia
da collocar, destina
di maritarli insieme.
Ed ha per fondamento
125del padre di Lindoro un testamento.
(non presente)
Perillo
L’amo teneramente.
130Ma il di lei genitore,
come governatore,
di propria autorità mi ha processato,
mi costrinse a salvarmi, e mi ha esiliato.
G= Perillo
L’amo teneramente.
130Ma il di lei genitore,
come governatore,
di propria autorità mi ha processato,
mi costrinse a salvarmi e mi ha esiliato.
(non presente)
Perillo
Come? come? vedrete.
Non mi conoscerete,
sarò vestito in modo... e poi che serve?
d’accidente fatal si teme invano
155dove vi è Carolina, e un talismano. Piano a Carolina.
G= Perillo
Come? come? vedrete.
Non mi conoscerete,
sarò vestito in modo... e poi che serve?
d’accidente fatal si teme invano
155dove vi è Carolina, e un talismano. Piano a Carolina.
(non presente)
Perillo
Colla scorta d’un ben sì prezioso
un’armata affrontare saprei.
Ah Lindoro non siate geloso,
questo ben, non è in lei, ma con lei,
160ed è un ben che comune sarà.
Io lo vedo, lo tocco, l’intendo,
dispiacervi perciò non pretendo.
Caro pegno, che ardire mi dà!
Poverino mi fate pietà.
Parte.
G= Perillo
Colla scorta d’un ben sì prezioso
un’armata affrontare saprei.
Ah Lindoro non siate geloso,
questo ben, non è in lei, ma con lei,
160ed è un ben che comune sarà.
Io lo vedo, lo tocco, l’intendo,
dispiacervi perciò non pretendo.
Caro pegno, che ardire mi dà!
Poverino mi fate pietà.
Parte.
(non presente)
Lindoro
Di voi non temo.
Vi credo all’amor mio fida e costante;
so che Perillo di Sandrina è amante,
ma in materia d’amore
170anche un semplice scherzo inquieta il cuore.
Ma lasciamo da parte
quest’inutili inezie,
voi mi amate davver?
G= Lindoro
Di voi non temo.
Vi credo all’amor mio fida, e costante;
so che Perillo di Sandrina è amante,
ma in materia d’amore
170anche un semplice scherzo inquieta il cuore.
Ma lasciamo da parte
quest’inutili inezie,
voi mi amate davver?
(non presente)
Lindoro
E perché no?
Io catarri non ho. Sono di beni
provveduto abbastanza. È ver che tutto
è in man del mio tutor, che il padre mio
185arbitro l’ha lasciato... ma che importa?
Troveremo la via... convien vederlo.
Strologarlo convien; di lui darovvi
le notizie sicure,
e saprete di lui casi e avventure.
190Una figlia ha perduta. Lusingarlo
convien colla speranza
che vive ancora, ed impedir che pensi
della seconda a stabilir lo stato.
Vi precedo, e l’annunzio
195piacevole gli reco,
che voi siete in cammin. Tutto andrà bene,
ma pensare conviene
d’addrizzar tutto e condur tutto al segno
del desiderio mio, del vostro impegno.
G= Lindoro
E perché no?
Io catarri non ho. Sono di beni
provveduto abbastanza. È ver che tutto
è in man del mio tutor, che il padre mio
185arbitro l’ha lasciato... ma che importa?
Troveremo la via... convien vederlo.
Strologarlo convien; di lui darovvi
le notizie sicure,
e saprete di lui casi, e avventure.
190Una figlia ha perduta. Lusingarlo
convien colla speranza
che vive ancora, ed impedir che pensi
della seconda a stabilir lo stato.
Vi precedo, e l’annunzio
195piacevole gli reco,
che voi siete in cammin. Tutto andrà bene,
ma pensare conviene
d’addrizzar tutto e condur tutto al segno
del desiderio mio, del vostro impegno.
(non presente)
Lindoro
200Guida l’industre amante
tutte le linee al punto,
fin che a quel centro è giunto
dove l’invita amor.
Quel centro, al quale aspiro,
205quel punto, che m’alletta,
è una virtù, che ammiro,
è una beltà perfetta,
Sono quegli occhi languidi,
son quelle rose tenere,
210tante bellezze, e tante
che m’han ferito il cor.
Parte.
G= Lindoro
200Guida l’industre amante
tutte le linee al punto,
fin che a quel centro è giunto
dove l’invita amor.
Quel centro, al quale aspiro,
205quel punto, che m’alletta,
è una virtù, che ammiro,
è una beltà perfetta,
sono quegli occhi languidi,
son quelle rose tenere,
210tante bellezze, e tante
che m’han ferito il cor.
Parte.
(non presente)
Carolina
Oh Cieli! a qual impegno
a qual rischio m’espongo?... ed a qual fine?
Per isposar un giovine,
215che mi ama, che mi piace, che può fare
il mio ben, la mia sorte... Ah sì ti sento,
mio cuore ambiziosetto,
farmi coraggio ed infiammarmi il petto.
Ma il povero Lindoro
220nato ricco e civil, per causa mia
farà l’alta follia?... Non so, non posso,
e non deggio soffrirlo. Ma che fare
nello stato in cui sono?
Tremo, sudo, mi perdo, e mi abbandono.
G= Carolina
Oh Cieli! a qual impegno
a qual rischio m’espongo?... ed a qual fine?
Per isposar un giovine,
215che mi ama, che mi piace, che può fare
il mio ben, la mia sorte... Ah sì ti sento,
mio cuore ambiziosetto,
farmi coraggio ed infiammarmi il petto.
Ma il povero Lindoro
220nato ricco e civil, per causa mia
farà l’alta follia?... Non so, non posso,
e non deggio soffrirlo. Ma che fare
nello stato in cui sono?
Tremo, sudo, mi perdo e mi abbandono.
(non presente)
Carolina
225Chi mi conforta, chi mi consiglia?
Povera figlia! cosa ho da far?
Zingara certo non vuo’ restar.
Sento nell’anima pena e rossore,
no questo labbro, no questo core
230fatti non sono per ingannar.
Povera figlia! Chi mi consiglia?
Qual è il partito ch’ho da pigliar?
Son come il pellegrino
in estere contrade,
235confuso fra due strade
non sa per quale andar;
questa o quest’altra s’ha da pigliar;
zingara certo non vuo’ restar.
Parte.
G= Carolina
225Chi mi conforta, chi mi consiglia?
Povera figlia! cosa ho da far?
Qualche partito s’ha da trovar.
Zingara certo non vuo’ restar.
Sento nell’anima pena e rossore,
230no questo labbro, no questo core
fatti non sono per ingannar.
Povera figlia! Chi mi consiglia?
Qual’ è il partito ch’ho da pigliar?
Son come il pellegrino
235in estere contrade,
confuso fra due strade
non sa per quale andar;
questa o quest’altra s’ha da pigliar;
zingara certo non vuo’ restar.
(non presente)
Giannina
Sì, lo confesso;
mi amò Perillo, o finse
lungo tempo d’amarmi. Alfin son donna,
son donna, come voi. Serva, o padrona,
abbiamo in sen dalla natura impresse
250le debolezze e le passioni istesse.
G= Giannina
Sì, lo confesso;
mi amò Perillo, o finse
lungo tempo d’amarmi. Alfin son donna,
son donna, come voi. Serva o padrona,
250abbiamo in sen dalla natura impresse
le debolezze, e le passioni istesse.
(non presente)
Pancrazio
La zingara è una cosa
ed il contratto che dee farsi è un’altra.
290Quella può procurarmi
una mezz’ora di divertimento
ma quel che più mi preme
è di vedervi maritati insieme.
G= Pancrazio
La zingara è una cosa
ed il contratto che dee farsi, è un’altra.
Quella può procurarmi
una mezz’ora di divertimento
305ma quel che più mi preme
è di vedervi maritati insieme.
(non presente)
Pancrazio
Come! Pretende forse
stordirmi, sbalordirmi? Tracotante,
320so ch’è recalcitrante
a tutto quel ch’è dal tutor prescritto.
Ma questa volta quel ch’è scritto, è scritto.
G± Pancrazio
Costui pretende forse
corbellarsi di me; il tracotante,
320so ch’è recalcitrante
a tutto quel ch’è dal tutor prescritto.
Ma questa volta quel ch’è scritto, è scritto.
(non presente)
Pancrazio
Più che tu parli, il tuo parlar m’irrita.
Facciamola finita.
330Le ragioni de’ sciocchi udir non soglio,
io dispongo, io comando, io parlo, io voglio
G= Pancrazio
Più che tu parli, il tuo parlar m’irrita.
Facciamola finita.
330Le ragioni de’ sciocchi udir non soglio,
io dispongo, io comando, io parlo, io voglio
(non presente)
Pancrazio
Padre sono, e son tutore
E di più governatore
E ancor più son Commissario
335e ancor più testamentario
Ed il Codice mi dà
piena ed ampia facoltà.
Imitando Sandrina con caricatura.
Se la stima... Se il rispetto...
Se l’amor... L’inclinazione... Imitando Sandrina con caricatura.
340Non conosco altra ragione
che la mia disposizione.
e mi guida e mi governa,
la paterna autorità.
Parte.
A= Pancrazio
Padre sono, e son tutore
E tutor testamentario,
ed il codice mi dà
335piena ed ampia facoltà.
Son di più governatore
generale, ed assoluto,
sono un arci-commissario,
e non soffre alcun rifiuto
340la mia grande autorità.
Se la stima... Se il rispetto...
Se l’amor... L’inclinazione... Imitando Sandrina con caricatura.
Non conosco altra ragione
che la mia disposizione.
345Voglio, e posso quel che voglio,
quel che voglio, il voglio, il posso,
son più fermo d’uno scoglio,
che fra l’onde immobil sta.
Parte.
Pancrazio
Padre sono e son tutore
E tutor testamentario,
ed il codice mi dà
25piena ed ampia facoltà.
Son di più governatore
generale ed assoluto,
sono un arci-commissario,
e non soffre alcun rifiuto
30la mia grande autorità.
Se la stima... Se il rispetto...
Se l’amor... L’inclinazione...
Non conosco altra ragione
che la mia disposizione.
35Voglio e posso quel che voglio,
quel che voglio, il voglio, il posso,
son più fermo d'uno scoglio
che fra l'onde immobil sta.
Parte.
Sandrina
V'amo più che non credete
ma pavento, sudo e tremo.
Parleremo... Ci vedremo...
qualchedun mi par sentir...
365quante cose avrei da dir!
È mio padre infuriato;
non di me, ma della bella
Carolina zingarella.
E mio padre mi tormenta
370e minaccia e mi spaventa;
quante cose avrei da dir!…
È una pena da morir.
Parte.
G± Sandrina
Ah consigliati, se m’ami,
370idol mio col tuo bel cor,
e se puoi temere ancor,
il tuo cor te’l ridirà.
Ma ohimè che in tal momento
non rammento il mio periglio!
375Qualchedun mi par sentir…
È mio padre infuriato
non di me ma della bella
Carolina zingarella…
E mio padre mi tormenta
380e minaccia e mi spaventa;
quante cose avrei da dir…
È una pena da morir.
(non presente)
Perillo
Tutto, fortuna ingrata,
tutto non m’ha levato il tuo furore,
375se ancor mi resta di Sandrina il core;
ma viene il vecchio, e Carolina; è meglio
evitare per or, ch’ei qui mi veda
e rivenir quando bisogno il chieda. Si ritira.
G= Perillo
Tutto, fortuna ingrata,
tutto non m’ha levato il tuo furore,
385se ancor mi resta di Sandrina il core;
ma viene il vecchio, e Carolina; è meglio
evitare per or ch’ei qui mi veda
e rivenir quando bisogno il chieda. Si ritira.
(non presente)
Pancrazio
Ragazza, fra di noi
380dirvi permetterete in confidenza
ch’alla vostra scienza,
come il volgo, non credo... Ma al mio caso
voi giungete opportuna. Di mia figlia
vi ho parlato abbastanza, ed a voi tocca
385far il vostro mestiere,
e renderla sommessa al suo dovere.
G= Pancrazio
Ragazza, fra di noi
390dirvi permetterete in confidenza
ch’alla vostra scienza,
come il volgo, non credo... Ma al mio caso
voi giungete opportuna. Di mia figlia
vi ho parlato abbastanza, ed a voi tocca
395far il vostro mestiere,
e renderla sommessa al suo dovere.
(non presente)
Carolina
Signor, mal vi apponete,
se in me non supponete
che ignoranza, interesse, ed impostura.
390Gli arcani di natura
penetro a mio talento e far son pronta,
nel più scabroso impegno,
sperienze incontrastabili d'ingegno.
G± Carolina
Signor, mal vi apponete,
se in me non supponete
che ignoranza, interesse ed impostura.
400Gli arcani di natura
penetro a mio talento e far son pronta,
nel più scabroso impegno.
Carolina
Ecco pronta a voi davante
40la famosa Carolina,
la più celebre indovina
che si possa ritrovar.
Degli amanti le vicende
più nascose ella comprende,
45negli arcani di natura
sa trovar la via sicura
per scoprire, per predire
tutto quel che dee venire
senza dubbio di fallar.
50Fra gli abissi e per le sfere
col profondo suo sapere
a squarciar l’oscuro velo
vola a un tratto, e in un momento
sen ritorna con portento
55tanti enigmi ad ispiegar:
quante stelle son nel cielo,
quante arene son nel mar.
Carolina
Volentieri, signore. Oh ciel, che miro!
Due linee parallele!
400Due fanciulle, due figlie, due sorelle!
G= Carolina
Volentieri, signore. Oh ciel, che miro!
Due linee parallele!
Due fanciulle, due figlie, due sorelle!
(non presente)
Pancrazio
Oh cielo! oh ciel! mia figlia!...
Son fuor di me. Mia figlia!
Quella che ho in mar perduta!... Ma pian piano
dite... Non son balordo,
potrebbe aver inteso... Da sé. Dite un poco;
415perché l’ho in mar mandata?
A chi la figlia mia fu consegnata?
G= Pancrazio
Oh cielo! oh ciel! mia figlia!...
420Son fuor di me. Mia figlia!
Quella che ho in mar perduta!... Ma pian piano
dite... Non son balordo,
potrebbe aver inteso... Da sé. Dite un poco;
perché l’ho in mar mandata?
425A chi la figlia mia fu consegnata?
(non presente)
Pancrazio
Qual piacer! qual prodigio! Vien Sandrina,
vieni, e meco gioisci. Tua sorella
morta non è. Lo dice, lo sostiene,
440lo prova ad evidenza
quest’arca di scienza. Vedi, ascolta,
senti che ti sa dir. Dite, parlate, A Carolina.
mia figlia strologate. Io vado intanto
suoni, canti, festini
445a preparar, per dare in sì bel giorno
della gioia ch’io sento un testimonio.
Ma non perdo di vista
di Sandrina e Lindoro il matrimonio.
Da sé, e parte.
G= Pancrazio
Qual piacer! qual prodigio! vien Sandrina,
vieni, e meco gioisci. Tua sorella
morta non è. Lo dice, lo sostiene,
lo prova ad evidenza
450quest’arca di scienza. Vedi, ascolta,
senti che ti sa dir. Dite, parlate, A Carolina.
mia figlia strologate. Io vado intanto
suoni, canti, festini
a preparar, per dare in sì bel giorno
455della gioia, ch’io sento un testimonio.
Ma non perdo di vista
di Sandrina, e Lindoro il matrimonio.
Da sé, e parte.
(non presente)
Lindoro
Amiche, grazie al cielo,
giubila del presagio
455il credulo tutore, e mi lusingo
che occupato e distratto in nuovi oggetti,
di noi si scordi, e l’altra figlia aspetti.
G= Lindoro
Amiche, grazie al cielo,
giubila del presagio
il credulo tutore, e mi lusingo
465che occupato e distratto in nuovi oggetti,
di noi si scordi, e l’altra figlia aspetti.
(non presente)
Lindoro, Sandrina, Carolina
Sommi dei, che giusti siete
l’innocenza proteggete.
475Di quest’alme innamorate
consolate – il fido amor.
G= Lindoro, Sandrina, Carolina
Sommi dei, che giusti siete
l’innocenza proteggete.
Di quest’alme innamorate
485consolate il fido amor.
(non presente)
Pancrazio
Brava, brava... Ma conosco
485delle femmine l’usanza.
Si prevenga l’incostanza.
Presto... carta e calamaio.
Chi è di là? Venga il notaio.
G= Pancrazio
Brava, brava... Ma conosco
delle femmine l’usanza.
495Si prevenga l’incostanza.
Presto... carta e calamaio.
Chi è di là? Venga il notaio.
(non presente)
Sandrina, Carolina, Lindoro
fra di loro e sottovoce.
Ah Perillo, qual consiglio!
515Evidente è il tuo periglio.
Qualche mal gli arriverà.
fra di loro e sottovoce.
(Qual consiglio! qual periglio!
520Qualche mal gli arriverà.)
A± Sandrina
Perillo amabile,
ah, qual consiglio.
525Inevitabile
è il tuo periglio,
qualche gran male
qui nascerà.
Sandrina
Perillo amabile,
ah, qual consiglio.
60Inevitabile
è il suo periglio,
(non presente)
A= Notaio
565Flemma: piano, adagio un poco.
Io, notaio graduato,
manu propria attesto e giuro,
che costui non vidi mai;
che non so nemmeno il nome,
570che ne ignoro il quando, il come,
in palazzo pose il piè.
Notaio
100Flemma: piano, adagio un poco.
Io, notaio graduato,
manu propria attesto e giuro,
che costui non vidi mai;
che non so nemmeno il nome,
105che ne ignoro il quando, il come,
in palazzo pose il piè.
(non presente)
A= Notaio
Sì ch’egli è vero.
Sei birbante ed assassino
cabalista e barattino.
Il tuo ardir t’ha qui introdotto
580certo a togliermi il prodotto,
benché scarso, del meschino
privativo mio mestier.
Ah, sacrilego furfante.
Notaio
Sì ch’egli è vero.
Sei birbante, ed assassino
cabalista e barattino.
Il tuo ardir t’ha qui introdotto
115certo a togliermi il prodotto,
benché scarso, del meschino
privativo mio mestier.
Ah, sacrilego furfante.
(non presente)
A= Perillo
Ah, bugiardo, ed arrogante,
585son dottor, non impostore:
quel che vaglio hai da vedere,
or men vado a ricercare…
Perillo
Ah, bugiardo ed arrogante,
120son dottor, non impostore:
quel che vaglio hai da vedere,
or men vado a ricercare…
(non presente)
A= Pancrazio
605Che! tu qui, ne’ tetti miei!
Gente, sbirri, guardie, olà!
Pancrazio
140Che! tu qui, ne’ tetti miei!
Gente, sbirri, guardie, olà!
(non presente)
A= Pancrazio
È un bandito, un fuorescito
610colla taglia sulla testa
ebbe ardir qui porre il piè?
tu l’avrai da far con me.
Pancrazio
È un bandito, un fuorescito
145colla taglia sulla testa
ebbe ardir qui porre il piè?
Tu l’avrai da far con me.
Pancrazio
Guardie guardie, disgraziato!
545Processato, sentenziato,
come assente condannato.
Sei nei lacci capitato...
Guardie, guardie, eccole là.
Come reo fosti bandito,
550come reo sarai punito
della tua temerità.
Guardie… guardie… Eccole qua.
A= Pancrazio
Eccomi agli ordini
620dell’illustrissimo,
e sapientissimo
signor dottor! Con ironia.
No, birbante, refrattario
degli editti irrefrangibili,
625no, fra i casi contingibili,
la pietà non è per te.
Già t’attende, già t’aspetta
la giustizia, la vendetta,
e d’un giudice oltraggiato
630tutta tutta hai da provare
la fatal verità.
Guardie… guardie… Eccole qua.
Pancrazio
Eccomi agli ordini
155dell’illustrissimo,
e sapientissimo
signor dottor! Con ironia.
No, birbante, refrattario
degli editti irrefrangibili,
160no, fra i casi contingibili.
La pietà non è per te.
Già t’attende, già t’aspetta
la giustizia, la vendetta,
e d’un giudice oltraggiato
165tutta tutta hai da provare
la fatal severità.
Guardie… guardie… Eccole qua.
Lindoro, Sandrina, Perillo a 3
Per pietà, per compassion!
G+A Lindoro, Sandrina, Perillo a 3
Per pietà, per compassion!
Lindoro, Sandrina, Perillo a 3
Per pietà, per compassion!
(non presente)
A= Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
Non mi move il suo dolore
s’abbandoni alla sua sorte.
645Un esempio sia d’orrore
a’ suoi pari, il traditor.
Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
Non mi move il suo dolore
180s’abbandoni alla sua sorte.
Un esempio sia d’orrore
a’ suoi pari, il traditor.
(non presente)
A= Lindoro, Sandrina a 2
Ah mi trema in seno il core
Sono incerto di sua sorte,
e fra mille idee d’orrore
650va crescendo il mio dolor.
Lindoro, Sandrina a 2
Ah mi trema in seno il core
Sono incerto di sua sorte,
185e fra mille idee d’orrore
va crescendo il mio dolor.
(non presente)
A= Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
655Un birbante, un impostore,
non è degno di pietà.
Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
Un birbante, un impostore,
non è degno di pietà.
Carolina
Poverin, poverin, poverino! Piangente.
575Ho veduto, ho veduto il meschino
maltrattato, legato, tirato,
in prigione, carpone cacciato.
Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà.
Ahi, che male, che male mi fa!
G+A Carolina
Poverin, poverin, poverino! Piangente.
670Ho veduto, ho veduto il meschino
maltrattato, legato, tirato,
in prigione, carpone cacciato.
Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà.
Ahi, che male, che male mi fa.
Carolina
Poverin, poverin, poverino! Piangente.
Ho veduto, ho veduto il meschino
maltrattato, legato, tirato,
in prigione, carpone cacciato.
205Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà.
Ahi, che male, che male mi fa.
Carolina
Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà!
Ahi, che male, che male mi fa!
G+A Carolina
Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà.
Ahi, che male, che male mi fa.
Carolina
Ahi, ahi, ahi, che gran crudeltà.
Ahi, che male, che male mi fa.
(non presente)
A= Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
685Crepi, schiatti l’impostore
dato in preda al suo malanno
che al suo pianto, al suo dolore
il mio cor giubilerà.
Pancrazio, Giannina, Notaio a 3
Crepi, schiatti l’impostore
dato in preda al suo malanno
che al suo pianto, al suo dolore
220il mio cor giubilerà.
(non presente)
A= Carolina, Lindoro, Sandrina a 3
Oh che gusto, che diletto,
690che l’amico sia salvato
quel vecchiaccio maledetto
di dispetto creperà.
Carolina, Lindoro, Sandrina a 3
Oh che gusto, che diletto,
che l’amico sia salvato
quel vecchiaccio maledetto
di dispetto creperà.
(non presente)
A= Coro
Viva, viva Carolina
della truppa il primo onor;
695non v’ha zingana, o indovina,
che pareggi il suo valor.
Per virtù del talismano
è Perillo in libertà,
ma colei che tiene in mano
700ha maggior attività.
Viva, viva Carolina
della truppa il primo onor.
Sfoghi ognuno in questo giorno
L’allegrezza che ha nel petto;
705schiatti il vecchio maledetto
per dispetto e per dolor.
Viva, viva Carolina
Della truppa il primo onor,
non v’ha zingana, o indovina,
710che pareggi il suo valor.
Coro
225Viva, viva Carolina
della truppa il primo onor;
non v’ha zingana, o indovina,
che pareggi il suo valor.
Per virtù del talismano
230è Perillo in libertà,
ma colei che il tiene in mano
ha maggior attività.
Viva, viva Carolina
della truppa il primo onor.
235Sfoghi ognuno in questo giorno
L’allegrezza, che ha nel petto;
schiatti il vecchio maledetto
per dispetto e per dolor.
Viva, viva Carolina
240Della truppa il primo onor,
non v’ha zingana, o indovina,
che pareggi il suo valor.
Cardano
Una scoperta
fatta da Carolina
mi fa molto sperar. Perduta in mare
Pancrazio ha una figliuola. Al mare in riva
605Carolina ho trovata,
e una certa cassetta ho conservata...
Chissà che l’accidente...
Conviene arditamente,
conviene agir senza esitanza alcuna,
610ed aprire una porta alla fortuna.
G= Cardano
Una scoperta
fatta da Carolina
mi fa molto sperar. Perduta in mare
Pancrazio ha una figliuola. Al mare in riva
730Carolina ho trovata,
e una certa cassetta ho conservata...
Chissà che l’accidente...
Conviene arditamente,
conviene agir senza esitanza alcuna,
735ed aprire una porta alla fortuna.
(non presente)
Cardano
Troverete in moltissime storie
le memorie di tali accidenti;
mille volte i figliuoli, i parenti
si son visti in tal guisa arrivar.
615Quel che piace si ascolta, si crede
e si vede trionfar l'impostura
ma in difetto d'amor, di natura...
L'amor proprio si può soddisfar.
(omesso)
(non presente)
Perillo
Cardano è un uomo accorto;
620chissà ch’ei non riesca
nel bizzarro progetto?
A= Perillo
Cardano è un uomo accorto;
chissà ch’ei non riesca
nel bizzarro progetto? Carolina
opra sia di natura, oppur del fato
740merta d’esser felice e in altro stato.
Perillo
Cardano è un uomo accorto;
265chissà ch’ei non riesca
nel bizzarro progetto? Carolina
opra sia di natura, oppur del fato
merta d’esser felice e in altro stato.
(non presente)
A= Giannina
Veggiam se questi zingani
avessero una polve, una bevanda,
una pianta, un lapillo… Non vedendo Perillo.
per fare all’amor mio tornar Perillo.
745Eccolo appunto. O cieli!
Perillo in libertà. Vieni Perillo.
Giannina
Veggiam se questi zingani
270avessero una polve, una bevanda,
una pianta, un lapillo… Non vedendo Perillo.
per fare all’amor mio tornar Perillo.
Eccolo appunto. O cieli!
Perillo in libertà. Vieni Perillo.
(non presente)
A= Giannina
Come, minacci ancor? Perfido indegno,
se mi metto all’impegno
755mi voglio vendicar, sprezzarti ogn’ora,
e mandarti alla fine alla malora.
Giannina
Come, minacci ancor? Perfido indegno,
se mi metto all’impegno
300mi voglio vendicar, sprezzarti ogn’ora,
e mandarti alla fine alla malora.
(non presente)
A± Perillo
Vien qui carina…
senti… forse… chi sa… se fossi buona,
se calmassi il furor…
Perillo
Se tutte le mie pene,
315se tutti i miei tormenti
non fosser che i spaventi
che vuol farmi costei,
i miei giorni tranquilli io passerei.
Ah Perillo infelice!
320Di Sandrina l’amor t’ha rovinato,
ridotto in questo stato;
e vergogna non hai? Non hai rossore?
che risolvi? che fai?... Mi batte il core.
(non presente)
A± Perillo
785Tornerò, non v’adirate,
care luci bricconcelle
ma lasciate, o luci belle,
ch’io vi possa vagheggiar.
Che stupore se piangete,
790che portento se ridete!
Sì, per voi mi sento in seno
una smania, un certo foco,
che crescendo a poco a poco
tenta il core d’incendiar.
795Ah Giannina, che tormento.
ahi che ardore! che faville!
nascondete le pupille
non le voglio più guardar.
Perillo
Sento che il cor mi palpita,
325non so che mi risolvere
e già la testa debole
comincia a vacillar.
Anderò di qua lontano
disperato per amore;
330ma risponde in petto il core:
Ferma, aspetta; non lo far.
Chiamerò Sandrina mia
ma non m’ode, non risponde.
Ahi che fiera tirannia!
335Il cervello si confonde
e non so cosa pensar.
Care donne perdonate,
voi ne siete la cagione,
lo conosco, siete buone,
340siete belle, ma ci fate
impazzire e delirar.
(non presente)
A± Lindoro
Carolina, mio cor, dove t’ascondi?
Deh vieni amato bene
del tuo Lindoro a consolar le pene.
805Ma parmi che s’appressi
qualcun da quella parte.
Chi mai sarà? Perillo! Ah con qual gioia veggiovi, amico, in libertà!
Lindoro
350Ma qui non veggio alcun che a lei mi guidi;
impaziente son io
di poterla veder. Qui pur dovrebbe
esser di già tornata. A questo seno
deh vieni, amato bene,
355del tuo Lindoro a consolar le pene.
Ma parmi che s’appressi
un uom da quella parte.
Chi mai sarà? Perillo! Ah con qual gioia
veggiovi, amico, in libertà!
Lindoro
Dico che il Cielo
l' ha mandato, ispirato. Ma, vi prego,
625Carolina dov'è? che fa? non posso
viver senza di lei.
G+A Lindoro
Dico, che il Cielo l’ha mandato, ispirato. Ma vi prego,
810Carolina dov’è? che fa? non posso viver senza di lei.
Lindoro
Dico che il Cielo
l’ha mandato, ispirato. Ma vi prego,
Carolina dov’è? che fa? non posso
viver senza di lei.
Lindoro
Faccia quel che sa fare il mio tutore;
630dica quel che sa dire,
vuo’ sposar Carolina, o vuo’ morire.
G+A Lindoro
Faccia quel che sa fare il mio tutore;
815dica quel che sa dire,
vuo’ sposar Carolina, o vuo’ morire.
Lindoro
Faccia quel che sa fare il mio tutore;
dica quel che sa dire,
370vuo’ sposar Carolina, o vuo’ morire.
Carolina
Oh ciel! qual sogno!
qual piacer! qual lusinga!
635qual vision fortunata!
È venuto Perillo e mi ha svegliata.
G+A Carolina
Oh ciel! qual sogno!
qual piacer! qual lusinga!
820qual vision fortunata!
È venuto Perillo e mi ha svegliata.
Carolina
Oh ciel! qual sogno!
qual piacer! qual lusinga!
qual vision fortunata!
375È venuto Perillo e mi ha svegliata.
Carolina
Mi pareva dormendo, e sognando
650di veder di pastori in un coro
il mio bene, il mio caro Lindoro
invitarmi a danzare e a cantar.
Voglio andare. Oh Ciel! che pena!
Non ho fiato. Non ho lena:
655mi pareva esser legata.
Oh che sforzi! affaticata
non potea più respirar.
Quando veggio d' amori uno stuolo,
che m' innalza, che portami a volo.
660E vicina al mio caro Lindoro,
ed unita al mio dolce tesoro
mi pareva.... ed ancora mi par....
Ah Perillo mi venne a svegliar.
Parte.
A= Carolina
Fra l’orror di quelle piante
835io sfogava i miei lamenti,
e s’udiva i mesti accenti
flebil eco replicar.
Chiamo allora il mio tesoro;
e la voce di Lindoro
840rispondendo da lontano
io credeva d’ascoltar.
Voglio andar… oh Dio! che pena!
non ho fiato, non ho lena,
mi pareva, esser legata:
845oh che sforzi! affaticata
non potea più respirar.
Piango, grido, e più m’affanno,
e il mio duol è sì tiranno,
ch’io mi sento già mancar;
850ma furbetto in quell’istante
tutt’amore a me ne voli,
e posando al fianco mio
mi sollevi, mi consoli.
Ah Perillo, e perché, oh Dio!
855mi venisti a risvegliar?
Parte.
Carolina
Fra l’orror di quelle piante
io sfogava i miei lamenti,
390e s’udiva i mesti accenti
flebil eco replicar.
Chiamo allora il mio tesoro;
e la voce di Lindoro
rispondendo da lontano
395io credeva d’ascoltar.
Voglio andar… oh Dio! che pena!
non ho fiato, non ho lena,
mi pareva, esser legata:
oh che sforzi! affaticata
400non potea più respirar.
Piango, grido, e più m’affanno,
e il mio duol è sì tiranno,
ch’io mi sento già mancar;
ma furbetto in quell’istante
405tutt’amore a me ne voli,
e posando al fianco mio
mi sollevi, mi consoli.
Ah Perillo, e perché, oh dio!
mi venisti a risvegliar?
Parte.
Lindoro
Oh sogno fortunato!
665Voglia il Ciel che avverato...
Ma mi par di veder... sì sì, è Giannina,
temo che qualche mal non mi succeda .
Meglio è di qui partir, pria che mi veda .
Parte.
Se tutte le mie pene,
se tutti i miei tormenti
non fosser che i spaventi
che vuol farmi costei,
720i miei giorni tranquillo io passerei.
Ma ho una piaga nel core
che mi dà più dolore e che mi tiene
come... come... Mi posso comparare
a una nave sdruscita in mezzo al mare.
A± Lindoro
O felici presagi
o sogno fortunato!
Voglia il Ciel che avverato
finisca i miei tormenti
860ed i sospiri miei cangi in contenti.
Lindoro
410Oh sogno fortunato
voglia il Ciel che avverato!...
Ma mi par di veder... Sono in periglio
se scoperto qui sono
temo che qualche mal non mi succeda
415meglio è partir, pria che nessun mi veda.
Parte.
Perillo
725Quando in seno il cor mi balza
pien di speme e pien di zel
veggio un’onda che m’innalza
e mi fa toccare il ciel.
Quando amore mi conquassa
730ed il miele cangia in fiel,
veggio l’onda che m’abbassa,
che m’affonda in mar crudel.
E balzando e ribalzando
ed alzando e ribassando,
735sta aspettando il cor fedel
da una stella men rubella
dissipato il fosco vel.
Parte.
A± Lindoro
Affetti lusinghieri
che mi parlate al core
non fate, oddio, ch’io speri,
s’è vano il mio sperar.
865Troppo penai finora
perché non cresca ancora
con una falsa speme
l’orror del mio penar.
Lindoro
Inutil fia,
troppo nel suo pensier, troppo è fissato,
420vostro sposo mi vuole ovver soldato.
Sì, di me stesso ora maggior mi sento,
425non conosco timor, vile non sono;
corro fra l’armi e ’l mio tutor indegno
d’un oltraggiato amor provi lo sdegno.
Giannina
Doppia ragione avete
d’armar contro Perillo
la vostra autorità. Vi dirò cose…
cose, che a dire ho pena,
750che pena vi faran, ma che non deggio
al padrone tacer.
G= Giannina
Doppia ragione avete
d’armar contro Perillo
la vostra autorità. Vi dirò cose…
880cose, che a dire ho pena,
che pena vi faran, ma che non deggio
al padrone tacer.
(non presente)
Giannina
E Perillo,
che della figlia vostra
spera ottener la mano,
favorisce Lindoro e fa il mezzano.
G= Giannina
E Perillo,
che della figlia vostra
spera ottener la mano,
890favorisce Lindoro, e fa il mezzano.
Lindoro
Pien di sdegno e di furore
mi vedrà fra cento schiere
430ritornar il mio tutore
un assalto a preparar.
Ho deciso. Io son soldato
e fra l’armi disperato
vo i miei torti a vendicar.
435Su spiegate le bandiere;
forti adesso al gran cimento
ed al batter del tamburo
avanzate a passo lento.
Voi a destra distaccate,
440a sinistra voi marciate,
bombardate, cannonate,
fin là dentro s’ha da andar.
Ah Sandrina, e che ti par?
Non è grande il mio valore?
445Volo... ah no... mi trema il core
e la bella Carolina
tanto amabile e bonina
per andarmene alla guerra
io non posso abbandonar.
450Cosa dunque avrò da far?
Partirò. Sì; ma tra poco
quanto fumo! quanto foco!
oh che strepito! oh che chiasso.
oh che strage! che sconquasso;
455oh che pianto! oh che terror!
Il nemico già soccombe,
per noi certa è la vittoria;
odi il suono delle trombe;A Sandrina
viva, viva il vincitor.
Parte.
Pancrazio
760Scellerati, bricconi,
fruste, forche, prigioni,
testamento, sentenza, tribunale,
Foro civile, Foro criminale.
Subito a me Lindoro.
G= Pancrazio
Scellerati, bricconi,
fruste, forche, prigioni,
testamento, sentenza, tribunale,
Foro civile, Foro criminale.
895Subito a me Lindoro.
(non presente)
Giannina
Subito sì signor. Perillo ingrato,
più del tuo cuor, più del tuo amor m’alletta
il soave piacer della vendetta.
Parte.
G= Giannina
Subito sì signor. Perillo ingrato,
più del tuo cuor, più del tuo amor m’alletta
900il soave piacer della vendetta.
Parte.
(non presente)
Pancrazio
770Perfidi! congiurati,
tutti contro di me? No, dal mio scrigno
non sortirà il danaro
da un fratel consegnato e confidato.
Io la scritta ho dettato.
775La conservo e useronne a tempo e loco.
Guardatevi da me s’io prendo foco.
G= Pancrazio
Perfidi! congiurati,
tutti contro di me? No, dal mio scrigno
non sortirà il danaro
da un fratel consegnato e confidato.
905Io la scritta ho dettato.
La conservo e useronne a tempo e loco.
Guardatevi da me s’io prendo foco.
Carolina
460Siete robusto e sano
e degli anni a dispetto
voi conservate ancora
un non so che, che piace ed innamora.
Pancrazio
Non vi è bisogno
di scuse, di pretesti, o di timori.
785Dite voglio, o non voglio, o dentro, o fuori.
G= Pancrazio
Non vi è bisogno
915di scuse, di pretesti, o di timori.
Dite voglio, o non voglio, o dentro, o fuori.
(non presente)
Pancrazio
Poverino! per voi risponderò.
Non signore, la mano
790dar non posso a Sandrina
perché il core ho donato a Carolina.
Sciocco! vile! Ti credi
che nota non mi sia
la passione, la follia
795che ne’ lacci plebei t’ha l’alma involta?
Pensa, risolvi, e se ti ostini... ascolta:
G= Pancrazio
Poverino! per voi risponderò.
920Non signore, la mano
dar non posso a Sandrina
perché il core ho donato a Carolina.
Sciocco! vile! Ti credi
che nota non mi sia
925la passione, la follia
che ne’ lacci plebei t’ha l’alma involta?
Pensa, risolvi, e se ti ostini – ascolta:
(non presente)
Pancrazio
Una spada, una tasca, un fucile,
stivaletti, tracolla e coccarda,
baionetta, spuntone, alabarda.
800altolà, tupetù, chi va là?
Oh: son ricco, mio padre ha lasciati
campi, case, castelli, città.
Cento scudi una volta pagati
saran tutte le tue facoltà.
805A te tocca aprir la bocca
il tuo stato, buono o ingrato,
da te sol dipenderà.
o un cappotto, o una sposina,
o Sandrina, o il tapatà.Imita il suono del tamburo.
Parte.
G± Pancrazio
Una spada, un’alabarda,
uno spontone, una coccarda,
930al cervello petulante
d’un nipote tracotante
i fumetti calmerà.
E per voi signora figlia
Se movete becco o ciglia,
935contro un mio stabilimento
per finirla in un momento;
il più rigido convento
preparato già vi sta
fi – fi – fi – non serve piangere
940più per voi non c’è pietà.
Pancrazio
Eh sì lo so ben io.
465Mi sento un certo brio,
un tal temperamento
che tutto il peso dell’età non sento.
Ma voi che favellate
così meco alla buona
470e in tanta confidenza
buona vecchia chi siete?
(non presente)
G± Pancrazio
Ho fissato e non mi pento:
la Sandrina, o l’alabarda
o Lindoro, o nel convento.
965Un marito, o fi, fi, fi,
una moglie, o il trapatà.
Parte.
(non presente)
Lindoro
Tutto è scoperto.
Saputo ha, non so come,
il segreto amor mio. Meschia agl'insulti
la derision. Lepido a un tempo stesso,
e furibondo in faccia,
820il riso affetta e col beffar minaccia .
*7
Ma sian gli scherni suoi;
ma sia il suo minacciar finto o verace,
non sarò men costante e meno audace.
G± Sandrina
Tutto è scoperto
970saputo ha, non so come
il segreto mio amore...
(non presente)
Lindoro
Il mio cuore è una rocca, uno scoglio,
825che l'orgoglio non teme dell' onde.
Freme il mare e d'intorno alle sponde
veggio un stuol d'amoretti scherzar.
Mi deride? Non sa, non m'intende,
non comprende le gioie d'amore.
830Mi minaccia? D'un aspro livore
la bellezza mi può consolar.
Parte.
G± Sandrina
Oh cielo! a qual partito
deggio dunque appigliarmi, e qual rimane
975speme e ristoro al mio infelice amore!
Dovrò del genitore
al comando ubbidir, dar questa mano
a chi d’un’altra amante,
o restando costante
980all'affetto primiero
andar contra perigli,
contrastar col mio fato,
e li sdegni sprezzar d'un padre irato?
(non presente)
Sandrina
Uomo è Lindoro, e quel coraggio ha in seno,
che aver non è permesso
al mio grado al mio sesso, e ad ogni istante
835veggio al mio amore il precipizio innante.
Vorrei... e non vorrei... cieli! ritorna
il genitor! mi perdo, mi confondo.
vado? resto? che fo? dove m'ascondo?
Buona lana,
lascia che di Lindoro
abbia l'affar spicciato,
poi vengo diviato a' fatti tuoi.
Lindoro fra gli eroi
850tapetà, tapetà, chi va lì?
Sandrina in un ritiro, fi, fi, fi.imita il pianto caricato.
In ritiro la Sandrina
cosa ha fatto poverina?
Quest'è troppa crudeltà.
855E Lindoro: tapatà.
Non intendo, non comprendo,
S'è una pena, s'è un martiro;
ma piuttosto ch'un ritiro...
non so dir che non farei.
860Sì, piuttosto me n' andrei...
a cercar la carità.
Parte.
A± Sandrina
Per pietà chi mi consiglia,
985chi m’aita, e mi consola,
al mio duol non basto io sola,
tanta il cor virtù non ha.
Se d’un padre che minaccia
mi spaventa il fiero aspetto
990l’abbandon d’un caro oggetto
quasi, oddio, morir mi fa.
Infelice, sventurata,
qual contrasto provo in seno:
fidi amanti che vedete
995quanto amor mi sia d’affanno
imparate del tiranno
a fuggir la crudeltà!
Parte.
Carolina
Non ho più quel primo fiore
di freschezza e di beltà
480ma mi sento il mio vigore
né mi pesa ancor l’età.
Nella specchio se mi guardo
io mi sento lusingar.
Lo conosco a più d’un sguardo
485che ancor posso innamorar.
V’è più d’uno che desia,
che pretende questo cuor.
Ma il mio cuor, la fede mia
serberò costante ognor
490al mio primo e solo amor.
Pancrazio
Consiglieri, assessori,
880avvocati, dottori,
invitati, pregati,
oggi sian convocati, e son sicuro
s'io arringo, s'io peroro
dinnanzi al Concistoro convocato,
885che Lindoro sarà deseredato.
G= Pancrazio
1015Consiglieri, assessori,
avvocati, dottori,
invitati, pregati,
oggi sian convocati, e son sicuro
s'io arringo, s'io peroro
1020dinnanzi al Concistoro convocato,
che Lindoro sarà deseredato.
(non presente)
Carolina
890Ciel! non mi conoscete?
perduti ho dunque affatto
que’ gigli, e quelle rose,
e tante belle cose
che facevanmi dir per il contado:
895la bella sposa del fattor Corrado!
G= Carolina
Ciel! non mi conoscete?
perduti ho dunque affatto
que’ gigli e quelle rose,
e tante belle cose
1030che facevanmi dir per il contado:
la bella sposa del fattor Corrado!
(non presente)
Carolina
Principiamo per ordine. A me piace
910dir le cose qual sono esattamente,
schiettamente, lealmente…
G= Carolina
1045Principiamo per ordine. A me piace
dir le cose qual sono esattamente,
schiettamente, lealmente…
(non presente)
Carolina
Circa all’etade,
più di quel che pensate
le forze ho conservate, e se qui resto
e mi riposo, sentirete ancora
945dirmi dalla città, dir dal Contado,
la bella vedovella di Corrado.
G= Carolina
Circa all’etade,
più di quel che pensate
le forze ho conservate, e se qui resto
1080e mi riposo, sentirete ancora
dirmi dalla città, dir dal Contado,
la bella vedovella di Corrado.
(non presente)
Carolina
Non ho più quel primo fiore
di freschezza e di beltà
ma mi sento il mio vigore
950nè mi pesa più l'età.
Se mi guardo nello specchio
pena alcuna non mi fa;
non s'accorge d'esser vecchio
quel che vive in sanità.
955Questa regola non falla
l'allegria vuo' coltivar.
Se si canta, se si balla,
vuo' cantare, vuo' ballar.
Accompagna il canto con qualche movimento di danza, e parte.
G± Carolina
Quantunque vecchierella
Mi sento fresca ed agile
1085e un maritino amabile
potrei trovarmi ancor.
Ma già conosco gli uomini
son falsi e senza fede
e pazzo è chi si crede
1090di corbellarmi ancor.
Parte.
(non presente)
Pancrazio
Dunque la figlia mia
960grazie al ciel non è morta. Chi è di là ?
Dunque la verità
Carolina m’ ha detto, e ha indovinato.
Comparisce uno o due servi.
Dieci volte ho chiamato. Ai servi.
Come mai Carolina
965Bravissima indovina,
Ch’ è un portento, un tesoro,
Come mai da Lindoro
Ecco più fogli.
Ai servi.
Portateli a chi vanno e vi avvertisco...
970Carolina! Non so, non la capisco.
G± Pancrazio
Dunque la figlia mia
grazie al Ciel non è morta. Chi è di là?
Dunque la verità
Carolina m’ha detto, e ha indovinato.
1095Dieci volte ho chiamato…
siete tanti bricconi,
assassini, ladroni
che mangiano il mio pan senza far nulla.
Ma saprò poffarbacco! – ecco più fogli
1100miserabili voi se fate imbrogli.
(non presente)
Pancrazio
Ecco qui distintamente,Ai servi facendo vedere i fogli.
questo al tale, questo al tale,
Manco male - finalmente
La mia figlia può arrivar.
975Questo foglio all’ Avvocato... Ai servi.
Questo quì al Procuratore...
Fortunato genitore
se la figlia puoi trovar!
E quest’ altro... Carolina
980che pareva sì onorata,
malandrina diventata...
M'incomincio ad imbrogliar.
Questo foglio non è quello...
Il cervello non è a segno;
985fra la gioia e fra lo sdegno
non so più quel che ho da far.
torneremo a cominciar.
Parte coi servi.
G± Pancrazio
Al Dottore Cincinnato
porta questo immantinente:
- ed è ver che finalmente
la mia figlia può arrivar?
1105Porta quello all’avvocato
Ferramondo Biancofiore;
- fortunato genitore
se la figlia puoi trovar!
Questo poi – la Carolina
1110che pareva sì onorata
malandrina diventata,
non la posso masticar –
Hai capito? ma la dote
no quel perfido nipote
1115non la deve guadagnar.
Questo foglio non è quello
mi fai perder il cervello
non so più quel ch’ho da far.
Torneremo a cominciar.
1120Ma impazzire più non voglio:
Scritto è il nome in ogni foglio.
Corri, vanne, scappa, vola,
non si perda più parola.
Se non vengono qua tutti
1125Io vi faccio strangolar!
- Ah, la nuova della figlia
Mi fa l’alma giubilar.
Pancrazio
Dunque la figlia mia
grazie al ciel non è morta? Dunque il vero
Carolina mi ha detto e ha indovinato?
Genitor fortunato
495se la figlia ritrovi! A quest’oggetto
vuo’ cercar, vuo’ mandar per ogni via,
perché ritorni a me la figlia mia.
Ma pria di tutto io voglio
di Lindoro l’affare
500proporre e terminar. Vedrà fra poco,
vedrà quel traditore
che invan non parla un zio ed un tutore.
Parte.
(non presente)
A= Lindoro
Del mio destino è giunto
il momento fatal: almen vorrei
1130per sollievo al mio duol, al mio martire
Carolina veder e poi partire.
Lindoro
Del mio destin è giunto
il momento fatal. Almen vorrei
505per sollievo al mio duol, al mio martire,
Carolina veder e poi partire.
Carolina
Da sé.
Eccolo. Pria che io sorta,
se non oso, ov' io son, scoprirmi appieno
incognita vogl'io parlargli almeno.
G= Carolina
Eccolo. Pria che io sorta,
se non oso ov’io son, scoprirmi appieno
incognita vogl’io parlargli almeno.
Da sé.
(non presente)
Lindoro
Quel soave e dolce aspetto
tutto esige il mio rispetto,
ma sapete, m’intendete...
1025Risparmiatemi il rossor.
G= Lindoro
Quel soave, e dolce aspetto
tutto esige il mio rispetto,
ma sapete, m’intendete...
1165Risparmiatemi il rossor.
(non presente)
Cardano
No, no, non dubitate,
non sarem conosciuti. Il talismano
non posseggo, egli è ver, prender non posso,
1070come può Carolina,
l’effigie di colui che più mi piace,
ma di me posso, e de’ compagni miei,
cangiare a voglia mia
l’aria, la voce e la fisonomia.
G= Cardano
No, no, non dubitate,
non sarem conosciuti. Il talismano
1200non posseggo, egli è ver, prender non posso,
come può Carolina,
l’effigie di colui che più mi piace,
ma di me posso, e de’ compagni miei,
cangiare a voglia mia
1205l’aria, la voce e la fisonomia.
(non presente)
Cardano
Pancrazio ha convocati
1080tutt’i legisti del castello, a fine
di rovinar Lindoro, ed ho timore
che dal governatore
queste deboli teste impaurite
il povero Lindor perda la lite.
G= Cardano
1210Pancrazio ha convocati
tutt’i legisti del castello, a fine
di rovinar Lindoro, ed ho timore,
che dal governatore
queste deboli teste impaurite
1215il povero Lindor perda la lite.
(non presente)
Cardano
Può darsi
che venga, e che non venga,
che ottenga, e non ottenga. In ogni evento
una polve, un fomento
1090franchezza, e mano lesta
verranno all’uopo, e finiran la festa.
G= Cardano
Può darsi,
che venga, e che non venga,
che ottenga, e non ottenga. In ogni evento
1220una polve, un fomento
franchezza, e mano lesta
verranno all’uopo, e finiran la festa.
Carolina
Non conviciis, in iudiciis
disputandum, dimicandum,
a ratione pendet gloria,
510pendet causa et victoria.
Lindoro
Vengo ardito al tribunale
ma ragion, che può, che vale
contro il zio, contro il tutor?
mi si accordi un difensor.
G= Lindoro
Vengo ardito al tribunale
ma ragion che può, che vale
contro il zio, contro il tutor?
1260mi si accordi un difensor.
(non presente)
Pancrazio
1130Hai studiato il ius civile,
all’arringa ti prepara.
La tua causa è così chiara,
che puoi farti dell’onor. Con ironia.
G± Pancrazio
Hai studiato il ius civile,
all’arringa ti prepara.
La tua causa è così chiara,
che puoi farti dell’onor. Ironico.
(non presente)
Pancrazio
Prestantissimo Congresso,
è l’oggetto del cimento
un paterno testamento
con tutore, e curatore
1160con erede a condizione,
condizion non osservata,
e la causa è contestata;
ecco il fatto, coll’estratto
dell’articolo legal
1165lo presento al tribunal.
Dà vari fogli ad un servitore, il quale li distribuisce a tutto il congresso. Tutti osservano, e leggono.
G= Pancrazio
Prestantissimo Congresso,
è l’oggetto del cimento
un paterno testamento
1290con tutore, e curatore
con erede a condizione,
condizion non osservata,
e la causa è contestata;
ecco il fatto, coll’estratto
1295dell’articolo legal
lo presento al tribunal.
Dà vari fogli ad un servitore, il quale li distribuisce a tutto il congresso. Tutti osservano, e leggono.
(non presente)
Carolina
Sia permesso che al congresso
dica un cenno in prevenzione
sull’articol di ragione.
Delle leggi i documenti
1170son concisi e sono chiari:
sine causa vehementi
filius non potest exhaeredari.
G= Carolina
Sia permesso che al congresso
dica un cenno in prevenzione
sull’articol di ragione.
1300Delle leggi i documenti
son concisi, e sono chiari:
sine causa vehementi
filius non potest exhaeredari.
(non presente)
Pancrazio
Gran bravura, gran talento!
Il latino anch’io lo so;
1175che si legga il testamento,
e poi dopo parlerò.
G= Pancrazio
Gran bravura, gran talento!
1305Il latino anch’io lo so;
che si legga il testamento,
e poi dopo parlerò.
Pancrazio
Questo pure anch’io lo so
e a suo tempo parlerò.
Lindoro, Sandrina a 2
Un tal astio, un tal ardire
concepire, oh Dio, non so.
Fra di loro.
G= Lindoro, Sandrina a 2
Un tal astio, un tal ardire
concepire, oh Dio, non so.
Fra di loro.
Lindoro, Sandrina a 2
Un tal astio, un tal ardire
concepire, oh Dio, non so. Fra di loro.
Coro di legisti
Parla chiaro il testamento:
ben si vedeche l’erede
1185non ha molto da sperar.
G± Coro di legisti
Parla chiaro il testamento:
1315ben si vede, che l’erede
non ha molto da sperar.
Coro di legisti
Parla chiaro il testamento:
520ben si vede, che l’erede
non ha molto da sperar.
Le carte prendono fuoco nelle mani de' legisti, quali si spaventano e le gettano a terra.
Fuoco, fuoco, cos’è questo?
Coro di legisti
Fuoco, fuoco, cos’è questo?
G± Coro di legali
Fuoco, fuoco, cos’è questo!
Quest’è un segno manifesto
ma l’autor del tradimento,
1320sia chi sia, la pagherà!
(non presente)
Carolina, Perillo a 2
Un tabacco, ch’è odoroso,
ch’è soave, ch’è prezioso
scaccerà quel tristo odor.
G= Carolina, Perillo a 2
Un tabacco, ch’è odoroso,
1325ch’è soave, ch’è prezioso
scaccerà quel tristo odor.
(non presente)
Pancrazio
Ritorniamo all’argomento.
ritorniamo al testamento;
ho la copia. Eccola qui!
Ascoltate – eccì, eccì! Sternuta.
G= Pancrazio
Ritorniamo all’argomento.
ritorniamo al testamento;
1330ho la copia. Eccola qui!
Ascoltate – eccì, eccì! Sternuta.
(non presente)
Pancrazio
Ecco qui del testator
Sternuta ed è affaticato.
Le parole, ed il tenor...
Dice dunque. Eccì, eccì,
1210e comanda, eccì, eccì.
G± Pancrazio
Ecco qui del testator
1335Le parole, ed il tenor –
Dice dunque; eccì, eccì,
e comanda; eccì, eccì!Sternuta, ed è affaticato.
(non presente)
Coro di legisti
La session per ora è sciolta;
torneremo un’altra volta,
1220torneremo un altro dì.
eccì, eccì, eccì.
A= Coro di legisti
Noi restar qui non vogliamo,
dell’incendio paventiamo.
1370La session per ora è sciolta;
torneremo un’altra volta,
torneremo un altro dì.
Coro di legisti
Noi restar qui non vogliamo,
dell’incendio paventiamo.
570La session per ora è sciolta;
torneremo un’altra volta,
torneremo un altro dì.
Tutti
Non è possibile, eccì, eccì.
1225Che pena orribile! eccì, eccì.
Sento che il cerebro... eccì, eccì.
e che l'esofago... eccì, eccì.
A= Coro di legisti
Non possiamo.
1375Torneremo un’altra volta,
Torneremo un altro dì.
Coro di legisti
Non possiamo.
575Torneremo un’altra volta,
Torneremo un altro dì.
(non presente)
A= Tutti ensemble
Che rimbombo, che rumore
ah mi trema in seno il core
non v’è scampo: io son perduto
chi m’aiuta, per pietà!
1440Cresce ognor la confusione
che discordia, che scompiglio!
Ah si salvi in tal periglio,
chi salvare si potrà.
Tutti ensemble
Che rimbombo, che rumore
ah mi trema in seno il core
non v’è scampo: io son perduto
655chi m’aiuta, per pietà!
Cresce ognor la confusione
che disordin, che scompiglio!
Ah si salvi in tal periglio,
chi salvare si potrà.
Lindoro
Ah mancar mi sento il core.
Non resisto al mio dolore.
Deh movetevi a pietà.
G= Lindoro
Ah mancar mi sento il core
Non resisto al mio dolore
Deh, movetevi a pietà.
Pancrazio
660Oh caso stravagante! In un momento
arde la casa tutta e in un istante
tutto il foco s’estingue. A dire il vero
quest’affar non intendo.
Fu ben grande il timore;
665ma alfin veder illesi
i beni, le sostanze, e posto in salvo
tutto l’oro e l’argento
è un contento maggior d’ogni contento.
Io dubito... Chi sa... Forse.
Carolina
Ah s’accresce il mio tormento,
più d’ogni altro provo e sento
1395che bisogno ho di pietà.
G= Carolina
Ah, s’accresce il mio tormento
più d’ogni altro provo, e sento,
1460che bisogno ho di pietà.
(non presente)
Carolina, Lindoro, Sandrina, Perillo a 4
Crudo fato! Dispietato!
No, per noi non v’è pietà.
G± Carolina, Lindoro, Sandrina, Perillo a 4
Crudo faro! dispietato!
No, per noi, non v’è pietà.
(non presente)
Carolina, Lindoro, Sandrina, Perillo a 4
Ah qual pena! Qual orror!
Qual affanno! Qual terror!
Se sì male amore ingrato
1405ricompensi un cor fedele
con quell’arco dispietato
più vittorie non sperar.
Sventurati innamorati,
rinegate amor crudele,
1410no, non fate, pazientate,
ch’egli sol può consolar.
A± Tutti a 4
Giusto ciel! vaneggio, sogno?
è illusione, o verità?
Ah, se questo amor pietoso
1480è il compenso di un lungo affanno,
il suo stral giammai tiranno
il mio cor non chiamerà!
Lindoro a 4
670Se di gioia e di diletto
or mi brilla il cuor nel seno,
Carolina è il dolce oggetto
del piacer di questo cor.
Pancrazio
1340Figlia, figlia, nipote,
venite. Oh lieto giorno!
Fortunato momento!
Questa ch’io vi presento,
la vezzosa, l’amabil Carolina,
1345è mia figlia, è tua nuora, è tua cugina.
(omesso)
(non presente)
Cardano
Signor, in quel ch’io faccio
non ho alcun interesse: anzi il contrario.
Se perdo Carolina,
1415di senno e di saper, di spirto ornata
perduto ho il meglio della mia brigata.
Ma a pro di questa giovine,
che di stato miglior sembrami degna,
prendo interesse e l’amor mio s’impegna.
G= Cardano
Signor in quel ch’io faccio
non ho alcun interesse: anzi il contrario.
1485Se perdo Carolina
di senno, e di saper, di spirto ornata
perduto ho il meglio della mia brigata.
Ma a pro di questa giovine
che di stato miglior sembrami degna
1490prendo interesse, e l’amor mio s’impegna.
Carolina
Se Lindoro è la mercede
675dell’affetto mio costante
abbastanza la mia fede
ricompensa il Dio d’amor.
Cardano
Ecco qui una cassetta
trovata in riva al mar poco distante
dalla bambina languida, spirante.
1425Vi son dentro scritture,
e ritratti, e figure. Eravi ancora
qualche denaro ed altre coserelle...
Ma queste...
G± Cardano
Ecco qui una cassetta
trovata in riva al mar poco distante
1495dalla bambina languida, spirante.
Vi son dentro scritture,
e ritratti, e figure.
(non presente)
Pancrazio
Bravi, bravi, A quelli che arrivano.
1435siete a tempo arrivati.
Veniste nel momento
che si cerca, e si spera un scoprimento.
Apre la cassetta, osserva ed esamina.
Figlia! A Sandrina. Nipote! A Lindoro.
1445Figlia mia primogenita. Abbracciando Carolina.
Lisaura mia diletta!
Ecco qui la cassetta. Qui mirate,
tutti, tutti, osservate,
fogli di mio fratello, fogli miei,
1450ritratti, cinque, o sei,
ritratti di famiglia.
Sì che tu sei mia figlia. Questa volta
è il cielo, la natura
che mi parlano al cor. Non è impostura.
G± Pancrazio
Oh me felice!
Bravi, bravi, bravissimi, A quelli che arrivano.
siete a tempo arrivati.
1500Venite nel momento
che cercossi, e si fece il scoprimento.
Figlia! A Sandrina. Nipote! A Lindoro. Figlia primogenita. Abbracciando Carolina.
Lisaura mia diletta!
Ogni trista memoria ormai si taccia
1505e pongansi in obblio le andate cose.
Ecco qui la cassetta. Qui mirate,
tutti, tutti, osservate,
fogli di mio fratello, fogli miei,
ritratti, cinque, o sei,
1510ritratti di famiglia. Quasi fanatico.
(non presente)
Giannina
Non vedendo Perillo.
Bravo, bravo Lindoro.
670Ho veduto, ho sentito.
Ho scoperto il mister tutto ho capito:
ma tu non sei l'oggetto
che qui mi fe' venir. Perillo ingrato
mi sta nel cor. Veggiam se questi Zingari
675avessero una polve, una bevanda,
una pianta, un lapillo,
per fare all’amor mio tornar Perillo.
Eccolo appunto. Oh cieli!
Perillo è in libertà. Vieni Perillo.
(omesso)
(non presente)
Giannina
705Se uno zingano indemoniato
dalla carcere ti ha liberato,
in galera innanzi sera
il padron ti manderà.
Eppure ancor mi piange il cor.
710Sento qua drento di te pietà.
Tu mi beffi? Tu sberleffi?
Malcreato, disgraziato,
cor ingrato, aspetta, aspetta,
tu mi provochi a vendetta
715e vendetta si farà.
Parte.
(omesso)
(non presente)
Pancrazio
1230Foco. Fumo. E que’ sternuti!
Temo. Tremo. Il ciel m’aiuti.
Qualcun sento dirmi al cor:
«Del tuo mal tu sei l’autor».
Perché forzar Lindoro
1235a sposar la Sandrina? E perché questa,
che d’altri è innamorata,
a sposare Lindor perché è forzata?
Oh danaro! Oh danaro! Oh terre! Oh case!
Oh eredità finor tenuta in mano,
1240ti avrò sperata e migliorata invano!
Ah se questa figliuola
che promessa mi vien... Ma quando arrivi,
Lindoro è d’altra acceso.
Inutile sarà la tua venuta.
1245Povera eredità, tu sei perduta.
(omesso)
(non presente)
Giannina
1320Se non siamo più costanti,
se non siamo più fedeli
è la colpa degli amanti
che ci vengono a tentar.
Se resistere vogliamo,
1325siamo ingrate, siam crudeli;
e se vincer ci lasciamo,
sono i primi a mormorar.
Povere donne! Che abbiam da far?
Gli uomini al diavolo tutti...
1330Meschini, no, poverini,
lasciamo andar, che senza
amanti non si può star.
(omesso)
(non presente)